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Milano
cardinale scola

Si allarga lo scandalo sui finanziamenti elargiti dal Consorzio che gestisce i fondi per la costruzione del Mose di Venezia. Gli inquirenti hanno interrogato diverse persone ed eseguito perquisizioni per ottenere i documenti che provino la (per ora) sospetta l'illiceità dei flussi di denaro.

Il Consorzio Venezia Nuova ha ricevuto sei miliardi di euro nel corso degli anni. Ma i soldi non sono stati spesi tutti per opere inerenti le dighe mobili. Secondo il Corriere del Veneto infatti l'ingegnere Giovanni Mazzacurati, che del Consorzio era il presidente, sarebbe coinvolto  nella distribuzione di soldi più o meno a tutti gli enti, società o organizzazioni  a Venezia e dintorni. L'ingegnere non avrebbe lasciato a secco praticamente nessuno. A partire, ma è solo un esempio, dall'ex patriarca Angelo Scola che per la sua Fondazione 'Studium Generale Marcianum' ha ricevuto tra il 2008 e il 2010 850 mila euro. Somma a cui si aggiungono altri 300 mila euro destinati al convento delle suore Clarisse che hanno la loro sede sull'isola della Giudecca.

Ma la lista delle persone che hanno beneficiato della generosità del Consorzio è lunga e comprende anche la Banca degli Occhi di Mestre (di cui Mazzacurati era presidente) e la Venice International Fundation, uno dei tanti comitati privati nati per la salvaguardia di Venezia e guidato da Franca Coin.
 

altero matteoli

Nell'elenco, oltre alle associazioni umanitarie e no profit (per le quali la procura scrive nero su bianco che si tratta di "indubbio fine benefico delle elargizioni"), tra i beneficiari ci sono anche i politici. E su questo Mazzacurati si è dimostrato bipartisan. Secondo il Corriere del Veneto le aziende che lavoravano per conto del Consorzio hanno finanziato i due candidati della campagna elettorale veneziana del 2010 (Orsoni per il Pd e Brunetta per il Pdl), ma anche il consigliere regionale del Pd Piero Marchese.

La società guidata da Mazzacurati è andata oltre i confini veneziani. Risulta che tra il 2000 e il 2013 la sfera politica ha ricevuto circa 60 mila euro divisi tra gli ex Ds (3 mila euro nel 2000), Forza Italia (10 mila nel 2004) e Radicali (5 mila nel 2008). Una cifra più sostanziosa (20 mila euro) è andata nel 2006 al comitato a sostegno di Altero Matteoli (Pdl). Persona non scelta a caso visto che il politico aveva appena concluso il suo mandato da ministro dell'Ambiente (che ha competenza sulle autorizzazioni alla realizzazione del Mose) e che, da lì a due anni, sarebbe tornato al governo come ministro delle Infrastrutture (da cui dipendono i finanziamenti e le altre autorizzazioni per la costruzione del Mose).

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