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Onda nera nel Lambro: mancano “riscontri oggettivi” sui vertici dell’impresa dello sversamento

Depositate le motivazioni della sentenza che tre mesi fa ha assolto i fratelli Giuseppe e Rinaldo Tagliabue dall’accusa di disastro doloso, reati fiscali e falso in relazione al disastro della Lombarda Petroli che causò nel 2010 l’onda nera del Lambro

Depositate le motivazioni della sentenza che tre mesi fa ha assolto i fratelli Giuseppe e Rinaldo Tagliabue dall’accusa di disastro doloso, reati fiscali e falso in relazione al disastro della Lombarda Petroli che causò nel 2010 l’onda nera del Lambro. Non ci sarebbero “riscontri oggettivi” di una loro oggettiva responsabilità nel rovesciamento di tonnellate di gasolio e olio combustibile nel piazzale della Lombarda (che poi raggiunsero il Lambro), atto che seconda l’accusa sarebbe stato provocato apposta per coprire ammanchi di carburante che non erano stati registrati fiscalmente. Troppo “negative e incalcolabili”, scrivono i giudici, le conseguenze di un gesto simile, sul piano “economico, di immagine, e giudiziario”, per coprire «un’illegalità che avrebbe comportato il pagamento di accise per 80mila euro più Iva». Ad essere condannato, in contumacia, è stato l’ex custode Giorgio Crespi, mai comparso in aula.