Nessuna offerta per il futuro del Mudec. Come riporta Repubblica, è andata deserta la gara con cui il Comune di Milano cercava il nuovo concessionario del Museo delle Culture per il periodo successivo alla gestione di 24 Ore Cultura, destinata a concludersi nel marzo 2027. Alla scadenza del 28 settembre non è arrivata alcuna proposta. Palazzo Marino dovrà quindi decidere se riproporre la procedura e, soprattutto, se modificare le condizioni economiche e gestionali previste dal bando.
Una concessione da oltre 84 milioni
La gara prevedeva una concessione della durata di otto anni, per un valore stimato superiore agli 84 milioni di euro. Il pacchetto comprendeva la gestione delle attività culturali e delle mostre, ma anche del ristorante, della caffetteria, del bookshop e del parcheggio. Al concessionario sarebbe inoltre spettato il pagamento al Comune di un canone minimo di 100mila euro l’anno, soggetto a rialzo in sede di offerta.
Proprio sulla sostenibilità economica dell’operazione, però, erano emersi diversi interrogativi già durante la procedura. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, uno degli operatori aveva fatto notare come il piano economico-finanziario predisposto per la gara prevedesse un utile netto cumulato finale di appena 17.694 euro a fronte di ricavi complessivi stimati in circa 84,36 milioni. Un altro rilievo evidenziava invece risultati negativi in cinque delle otto annualità previste. Il Comune aveva risposto spiegando che eventuali perdite in alcune annualità sarebbero state fisiologiche, anche per effetto dei costi iniziali di investimento e ammortamento.
I dubbi sul canone e sui costi delle mostre
Perplessità erano state sollevate anche sul meccanismo del canone. Un operatore aveva osservato che eventuali rialzi, utili per ottenere un punteggio migliore in gara, avrebbero finito per comprimere ulteriormente i margini economici.
Anche il capitolo mostre presentava elementi delicati. Per alcune esposizioni erano stati stimati costi intorno agli 800mila euro e Palazzo Marino aveva chiarito che eventuali extracosti sarebbero rimasti a carico del concessionario.
Alla fine, nessuno ha presentato un’offerta. Nemmeno 24 Ore Cultura, attuale gestore del museo, ha partecipato alla gara. La società dovrebbe spiegare le ragioni della scelta il 7 ottobre, in occasione della conferenza stampa dedicata alla mostra su Matisse.
Cosa ne sarà del ristorante di Bartolini? La suggestione CityLife
Resta aperta anche la partita relativa al ristorante tre stelle Michelin di Enrico Bartolini, ospitato all’interno del Mudec. Come riferito dal sito Scatti di Gusto, nelle scorse settimane è circolata l’indiscrezione di un possibile trasferimento dello chef dal Mudec a CityLife. Al momento, però, dallo staff di Bartolini non sarebbero arrivate conferme. Il futuro del ristorante è inevitabilmente legato anche al nuovo assetto gestionale del museo, che il Comune dovrà ridisegnare dopo il mancato esito della gara.
Dal 2027 il Mudec cambia volto
Nel frattempo il Mudec si prepara comunque a una trasformazione importante. Dal 2027 gli spazi destinati alle collezioni permanenti dovrebbero raddoppiare, passando dagli attuali 500 a circa mille metri quadrati. Prima, però, Palazzo Marino dovrà sciogliere il nodo della gestione: capire perché il primo bando non ha attirato alcun operatore e valutare se intervenire sulle condizioni economiche per rendere più sostenibile una concessione che, almeno nella sua prima formulazione, non ha trovato alcun interessato.


