Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Nasce Retex. Re.Store, il modello che porta la circolarità tessile nei negozi ed anticipa l’Epr

Nasce Retex. Re.Store, il modello che porta la circolarità tessile nei negozi ed anticipa l’Epr

La collaborazione tra il Consorzio Retex.Green, Comune di Milano, Amsa e Vesti Solidale con il lancio di un servizio sviluppato e gestito dall’Hub SAFE che abilita una filiera tessile tracciata end-to-end.

Nasce Retex. Re.Store, il modello che porta la circolarità tessile nei negozi ed anticipa l’Epr

A Milano prende il via la collaborazione tra il Consorzio Retex.Green, Comune di Milano, Amsa e Vesti Solidale con il lancio di un servizio sviluppato e gestito dall’Hub SAFE che abilita una filiera tessile tracciata end-to-end. Gratuito per tutto il 2026 per gli aderenti al Consorzio, consente ai brand di anticipare l’EPR senza costi e senza complessità.

A un anno dall’annuncio della collaborazione istituzionale per il recupero dei rifiuti tessili, promossa dal Comune di Milano insieme ad Amsa e al Consorzio Retex.Green, il progetto entra oggi nella sua fase operativa e concreta con il lancio di Retex Re.Store, un servizio evoluto che ridefinisce il ruolo del retail all’interno della filiera circolare attraverso la raccolta selettiva di prodotti tessili post-consumo (abbigliamento, tessile, calzature e accessori) direttamente nei punti vendita.

Retex.Green, il Consorzio per la gestione dei rifiuti tessili parte dell’Hub SAFE, introduce un modello che supera la logica tradizionale della raccolta, trasformando il punto vendita in un presidio attivo di intercettazione, tracciabilità e valorizzazione dei capi a fine vita. Le attività di raccolta e trattamento dei rifiuti tessili saranno svolte in collaborazione con Vesti Solidale Società Cooperativa Sociale ONLUS e Amsa, società del Gruppo A2A che si occupa dei servizi di raccolta dei rifiuti e di igiene urbana nella città di Milano, garantendo una gestione qualificata, controllata e coerente con i principi di responsabilità sociale e ambientale.

Milani (Amsa): “Così avviciniamo il servizio ai cittadini e miglioriamo la differenziata”

“La raccolta dei prodotti tessili nei punti vendita consente di avvicinare il servizio ai cittadini e migliorare ulteriormente la raccolta differenziata, già attestata al 63% nella città di Milano – ha dichiarato Marcello Milani, Amministratore Delegato di Amsa. – Nell’ambito del progetto Retex Re.Store, la Società mette a disposizione competenze ed esperienza per supportare lo sviluppo di un sistema sempre più capillare e accessibile. Un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, imprese e operatori ambientali possa creare nuove opportunità di intercettazione dei materiali, favorendone prioritariamente il riutilizzo e, successivamente, il riciclo, in linea con gli obiettivi di economia circolare del territorio.”

Retex Re.Store nasce come una piattaforma integrata che accompagna il prodotto tessile lungo tutte le fasi del fine vita, attivando una filiera industriale capace di generare nuova materia e nuovi prodotti: dalla raccolta in store alla tracciabilità digitale, dalla selezione per riuso o riciclo fino alla reintroduzione in nuove filiere produttive, in una logica pienamente circolare.

Maddalena (SAFE. RETEX.GREEN): “Portiamo la circolarità dove nasce la relazione tra brand e consumatore”

“Con Retex Re.Store portiamo la circolarità esattamente dove nasce la relazione tra brand e consumatore: il punto vendita. Abbiamo scelto di anticipare il quadro normativo offrendo oggi, senza costi, un modello che domani sarà necessario, perché crediamo che la transizione verso l’economia circolare richieda tempo, sperimentazione e responsabilità condivisa. Milano, capitale della moda e dell’innovazione, è il luogo ideale per avviare questo cambiamento: un laboratorio in cui costruire, insieme alle aziende, una filiera tessile finalmente tracciata, efficiente e capace di generare valore”, dichiara Giuliano Maddalena, direttore di SAFE. RETEX.GREEN.

Il servizio sarà attivo a partire da luglio sul territorio milanese, scelto come laboratorio strategico per testare un modello destinato a estendersi su scala nazionale. Retex Re.Store rappresenta infatti la prima di una serie di iniziative che vedranno il Comune di Milano protagonista nello sviluppo di nuovi modelli di raccolta selettiva dei prodotti tessili post-consumo direttamente nei punti vendita, con l’obiettivo di costruire un sistema sempre più capillare, efficiente e orientato alla circolarità. Il servizio sarà offerto in forma completamente gratuita per tutto il 2026 a tutte le aziende già aderenti al Consorzio e alle nuove aziende che completeranno l’adesione entro il 2026.

Grandi (Comune di Milano): “Collaborazione preziosa tra pubblico e privato per la transizione ecologica”

“Grazie all’accordo stipulato mesi fa, i cittadini e le cittadine potranno portare abbigliamento o tessuti non utilizzati nei punti vendita degli aderenti al consorzio Retex.Green, senza l’obbligo di acquistare nuovi prodotti. Un progetto sperimentale che ora prende avvio in diversi punti vendita di abbigliamento in città e una collaborazione preziosa tra pubblico e privato che sappiamo essere fondamentale quando si parla di transizione ecologica e ancor di più per rendere l’economia circolare davvero reale”, ha detto l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi.

L’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il tessile, ormai in dirittura d’arrivo, segnerà infatti un cambio di paradigma radicale: i brand saranno chiamati a farsi carico in modo diretto della gestione del fine vita dei propri prodotti, con modelli strutturati di raccolta, tracciabilità e trattamento, e con costi che diventeranno parte integrante del sistema. In questo scenario, la raccolta presso i punti vendita non sarà più un’opzione, ma un requisito. È proprio in questa prospettiva che Retex.Green sceglie di agire in anticipo, offrendo alle aziende un anno di accesso gratuito al servizio per consentire loro di sperimentare concretamente il modello, costruire competenze e generare dati, senza le complessità e gli oneri che caratterizzeranno il contesto futuro. Un’opportunità per trasformare un vincolo normativo imminente in un vantaggio competitivo tangibile.