di Fabio Massa
Tensione altissima sul fronte Aler. Come è noto il Comune di Milano ha deciso di affidare la gestione del patrimonio immobiliare a Metropolitane Milanesi. Niente più Aler, quindi, con la quale Palazzo Marino ha ingaggiato una durissima polemica. Giuliano Pisapia, che sa perfettamente che le prossime elezioni si giocheranno proprio nei quartieri popolari, ha deciso di innestare la marcia e scalare la montagna.
Ora, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, si sta però verificando un problema non da poco. Ci sono circa 230 persone che rischiano il posto di lavoro. Di queste 230, 130 sono custodi. E qui arriva il primo grossissimo problema. Perché pare ci sia un accordo firmato, al tempo della stipula del contratto di gestione che assegnava le case all’Aler dopo la fallimentare gestione dei privati, che prevedeva che in caso di recesso della convenzione i 130 custodi sarebbero passati automaticamente al Comune di Milano. Ai tempi l’accordo venne firmato dalle segreterie regionali dei sindacati e dal direttore centrale al personale. Non è dato sapere se questo accordo sia sul tavolo del presidente di Metropolitane Milanesi Davide Corritore. Quel che pare certo è, viceversa, che MM non ha alcuna intenzione di “imbarcare” in toto pattuglie di assunti senza fare preliminarmente una selezione. La procedura infatti prevede una selezione pubblica con valutazione dei curriculum e prove. Dunque, questa è la teoria di MM, nessuno può entrare direttamente. Nè da Aler né dal Comune. Un tassello in più: leggendo il l’annuncio di reclutamento sul sito di Metropolitana, si legge nel “profilo del candidato”, che l’età deve essere compresa tra i 25 e i 40 anni, con la conoscenza di una lingua straniera. E i portieri che ne hanno più di 40 e che non sanno una lingua straniera? Mistero.
L’altro punto riguarda circa 100 persone. Aler, nel piano di risanamento che sta per essere firmato in Regione Lombardia, alla luce della perdita della gestione delle case popolari, ha deciso che ci sono 100 esuberi. Cento persone, impiegati e personale amministrativo, che sono già inseriti nella lista di chi dovrà andare prima in cassa integrazione e poi perderà il lavoro. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, l’ex prefetto Valerio Lombardi, oggi presidente di Aler, ha scritto una lettera nella quale mette nero su bianco la necessità di aprire un tavolo per capire se c’è la possibilità di effettuare uno spostamento “automatico” di queste 100 persone da Aler a MM. La resistenza da parte di MM è però grande. Il criterio è sempre lo stesso: chi deve entrare lo deve fare per merito. Anche per questo vari funzionari e dirigenti Aler sarebbero stati contattati per svolgere colloqui in MM. Ma “pacchetti completi” non se ne accettano. La situazione pare un vicolo cieco, che solo un accordo politico-sindacale tra Pisapia, Maroni e Corritore può sciogliere.
@FabioAMassa
