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Nielsen Media Italy annuncia la mobilità per 43 lavoratori: sarà l’Intelligenza artificiale a rilevare i dati del Festival di Sanremo

Quarta procedura di mobilità collettiva in tre anni per la sede di Assago: la multinazionale punta sull’automazione per le rilevazioni dei dati televisivi. Sindacati in rivolta per l’impiego di algoritmi al posto dei tecnici durante il prossimo Festival di Sanremo

Nielsen Media Italy annuncia la mobilità per 43 lavoratori: sarà l’Intelligenza artificiale a rilevare i dati del Festival di Sanremo
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La notizia è giunta a metà giornata sotto forma di un plico ufficiale. Poche cartelle che l’ufficio del personale ha notificato ai collaboratori di Nielsen Media Italy. Oggetto della nota: apertura di una procedura di mobilità collettiva. Si tratta della quarta iniziativa di questo tipo in meno di un triennio adottata dalla branca milanese del colosso di New York, punto di riferimento nell’analisi dei dati e storica società incaricata di misurare gli indici di ascolto della kermesse ligure per conto di Auditel. Come riportato sul Corriere della Sera, era il 1986 quando l’impresa iniziò a monitorare lo share del Festival di Sanremo; oggi, a distanza di quarant’anni, dai vertici di Assago scatta l’allerta: “Non saranno più i professionisti in carne e ossa a elaborare le statistiche della prossima edizione condotta da Stefano De Martino – denunciano le maestranze -, un algoritmo di intelligenza artificiale prenderà il loro posto in questa mansione cruciale”.

Il piano di automazione dei fondi Brookfield ed Evergreen

Un timore confermato dalle note della multinazionale, che individua nel “passaggio all’automazione” e nell’”ottimizzazione dei processi” i nuovi pilastri aziendali, a discapito di quei 43 lavoratori su cui ora pende la minaccia dell’esubero. “Da oltre diciotto mesi la società ha implementato un drastico piano di espansione dell’Ai, con riduzioni del personale e delocalizzazioni in tutta l’area europea — chiarisce Giuseppe Nardozza, responsabile del controllo qualità del panel statistico, rappresentante Filcams Cgil e vicepresidente europeo del comitato aziendale —. Lavoro in Nielsen dal 1989, qui operano competenze con quarant’anni di esperienza: è umiliante ipotizzare che un software possa eguagliare la precisione di individui che svolgono questo compito da decenni. Quando rileviamo anomalie nel segnale, interveniamo contattando direttamente i nuclei familiari, fornendo assistenza anche sull’uso dei dispositivi”.

Quattro procedure di esubero dall’acquisizione del 2022

Il prossimo passaggio sarà la convocazione di un vertice con i vertici societari per stabilire le modalità di gestione di questa crisi occupazionale, ennesima tappa di un percorso che, dal passaggio di proprietà ai fondi d’investimento Brookfield ed Evergreen nel 2022, ha già generato quattro procedure di uscita e 76 esuberi. Una tensione culminata in passato con uno sciopero che aveva bloccato la trasmissione dei dati d’ascolto durante il Festival del 2023.

Impatto della delocalizzazione sulla qualità delle rilevazioni pubblicitarie

Una compagine lavorativa che oggi rischia di vedere svanire un ulteriore terzo dei suoi membri, con pesanti incertezze anche sulla prossima rassegna canora: “Il livello qualitativo rischia un crollo verticale, Nielsen sta depauperando il proprio know-how — accusa Nardozza —. Il monitoraggio degli indici pubblicitari, ad esempio, è stato trasferito in Albania, dove gli addetti locali non possiedono i riferimenti culturali per interpretare le dinamiche della nostra televisione: questo danneggia inevitabilmente le stime di valore degli investimenti pubblicitari“. Alle preoccupazioni sulla competitività del servizio si sommano quelle personali: “A luglio compirò 61 anni, mi mancano tre anni al traguardo pensionistico. Nel mio settore sono previsti otto tagli, è una lotteria crudele. Mi domando quale sarà il mio futuro dopo una vita dedicata a questa azienda”.