di Fabio Massa
Eccoli, i documenti sui quali si stanno rompendo la testa tutti i parlamentari e tutti i senatori. I documenti, su Affaritaliani.it Milano, dei collegi degli uninominali di CAMERA (CLICCA QUI PER LA PARTE 1 – CLICCA QUI PER LA PARTE 2) e di SENATO (CLICCA QUI PER LA PARTE 1 – CLICCA QUI PER LA PARTE 2). I nuovi collegi sono stati disegnati da una commissione speciale dell’Istat sulla base del censimento del 2011, e il consiglio dei ministri, ieri, in una seduta lampo, ha dato il via libera ai nuovi azzonamenti. Che cosa cambia per la Lombardia? Molto. Nel senso che viene “premiata” con due collegi uninominali in più, che vogliono dire due parlamentari in più. Due parlamentari in più che il Governo avrebbe letteralmente “regalato” a Forza Italia e Lega Nord. A nascere, secondo le ricognizioni di Affari, sono il collegio Lombardia 3-08, ovvero quello denominato Romano di Lombardia, che comprende per la maggior parte comuni della bergamasca e una parte di comuni del bresciano. Un altro collegio nuovo è quello di Merate, che prende gran parte di Lecco e una parte di Bergamo. Ovviamente è un collegio che il centrodestra può vincere facilmente. Poi c’è una modifica, ma solo al Senato, che deriva da un diverso azzonamento di Sesto San Giovanni, che finisce insieme ad alcuni comuni della Brianza, ed esce quindi dall’orbita di Milano. L’altro collegio nuovo è quello di Merate, con una parte del lecchese (che viene così spacchettato in due) e una parte della bergamasca: un altro collegio sul quale il centrodestra sarebbe dato in vantaggio.
In parole povere? Due parlamentari in più. Ma per Forza Italia e Lega Nord. Ancora da capire i mutamenti al Senato, anche se pare che ancora una volta sia centrale il ruolo di Sesto San Giovanni, che sarebbe finito con parte della Brianza. Se così fosse, un comune tradizionalmente con l’elettorato di centrosinistra (che pure alle ultime elezioni ha “punito” la coalizione uscente premiando il candidato di destra Roberto Di Stefano), finirebbe nella marea azzurra. Ma è ancora da chiarire. Di certo di mal di pancia ce ne sono molti, e alcuni errori si proveranno a correggere in commissione, anche se è mission (quasi) impossible. Di certo bisognerà mettere mano all’azzonamento tra Menaggio e Bellagio: stesso collegio ma con in mezzo un lago…
Intanto i parlamentari lombardi credono (e auspicano), secondo quanto può riferire Affari, che Matteo Renzi si candiderà nel collegio di zona 1 a Milano. Un collegio prestigioso. L’ex premier aveva espresso la volontà di sfidare Berlusconi, se si fosse potuto candidare, ma potrebbe mantenere la volontà di candidatura sotto la Madonnina in abbinata a un collegio toscano. Questo sarebbe un bel colpo, per il Pd milanese, perché avrebbe vari effetti positivi per il centrosinistra. In primo luogo “toglierebbe” dalla trattativa con Pisapia la disponibilità del collegio, che già qualcuno pensava di destinare alla Bonino. In secondo luogo Renzi trainerebbe la lista proporzionale, con buone chance di migliorare i numeri e magari favorire un ingresso in più in parlamento. Altri rumors da Roma indicano che Barbara Pollastrini potrebbe chiedere per la prima volta la deroga e quindi rientrare ancora una volta in Parlamento: malgrado il lungo servizio alla Camera, infatti, la Pollastrini non ha mai dovuto chiedere la deroga al partito. Franco Monaco e il senatore Massimo Mucchetti invece sicuramente non ci saranno alle prossime elezioni. Sicuro l’ingresso di Maurizio Bernardo, probabilmente su Milano. Incerte le new entries: Marco Leonardi e Mattia Mor.
