OLIMPIADI: MILANO-CORTINA SUPERA PRIMO ESAME CIO, FUORI ELZURUM
L’Italia supera il primo esame del Cio e ha una rivale in meno nella corsa verso le Olimpiadi invernali del 2026. La candidatura di Milano-Cortina è stata selezionata dal gruppo di lavoro guidato da Samaranch jr per proseguire l’iter insieme a quelle di Stoccolma e Calgary. La decisione, annunciata oggi dal presidente Thomas Bach e dallo stesso Samaranch a Buenos Aires, sarà ratificata il 9 ottobre in occasione della Sessione del Cio nella capitale argentina. Intanto, la tagliola si è abbattuta sulla città turca di Erzurum, esclusa dalla nomination per la sua inesperienza nell’organizzazione di grandi eventi e per le carenze del suo dossier. Il progetto italiano è stato invece elogiato da Samaranch, secondo cui nemmeno il mancato supporto economico del governo giallo-verde costituirebbe un punto debole. Per il Cio sono sufficienti le garanzie di Lombardia e Veneto, definite ‘powerful regions’ (regioni potenti) dal vicepresidente spagnolo del Cio. “Conosco molto bene l’Italia, mia moglie è italiana. In questa fase abbiamo un progetto molto solido e assolutamente in linea con l’Agenda 2020 e con le nuove norme. Parleremo sicuramente di questo, ma ora la cosa più importante è che il governo sostenga (politicamente, ndr) la candidatura. Anche il supporto delle comunità territoriali è pienamente dimostrato, così come la loro esperienza negli sport invernali. Crediamo che questa sia un’ottima opportunità per celebrare i Giochi”, ha spiegato Samaranch in un discorso seguito con attenzione dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, seduto in platea tra i giornalisti.
Anche secondo il capo dello sport italiano si tratta di “una grande opportunità per l’Italia”. “Ci hanno reso felici le parole che hanno speso Bach e Samaranch. E non era certo un discorso preparato”, ha sottolineato Malagò, che non ha escluso nemmeno un cambio di rotta da parte del governo sul sostegno economico alla candidatura (“Potrebbero esserci dei cambiamenti anche in questo senso, ma non è obbligatorio che ci siano”). Del resto, se l’Italia non potrà contare sui soldi del governo la svedese Stoccolma un governo al momento nemmeno ce l’ha mentre la candidatura di Calgary, comunque elogiata dal Cio per il suo progetto di candidatura, è messa in pericolo dal referendum del 13 novembre. La prossima tappa importante per le tre candidate, una volta ufficializzate le candidature, sarà quella dell’11 gennaio, quando scadranno i termini per presentare il fascicolo della candidatura e la prima garanzia di base. Difficile, se non impossibile, che nel frattempo Torino torni in corsa. Anche se Malagò ha lasciato aperto uno spiraglio: “In questo momento -ha ribadito- per noi la candidatura è Milano-Cortina, anche per rispetto nei confronti di chi ha dato fiducia piena alla candidatura. Se poi qualcuno lo chiede, il 26 ottobre abbiamo già fissato un Consiglio nazionale e siamo disponibili a mettere ai voti una candidatura di Milano-Cortina con quella eventuale di Torino”. Insomma, salvo clamorosi ribaltoni il Coni andrà avanti sulla strada tracciata. Con sempre maggiore fiducia. “L’avversaria più pericolosa? L’errore più grande ora sarebbe indicarne una rispetto a un’altra”, ha tagliato corto il numero uno del Coni, prima di aggiungere: “Poi è da vedere se rimaniamo in tre…”.
