Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Olimpiadi 2026, lo strappo di Sala: “Scelta politica, noi fuori da Governance”

Olimpiadi 2026, lo strappo di Sala: “Scelta politica, noi fuori da Governance”

Olimpiadi 2026, il sindaco di Milano rigetta la scelta “salomonica” del Coni di una gestione a tre con Torino e Cortina: “Restiamo fuori da Governance”

Olimpiadi 2026, lo strappo di Sala: “Scelta politica, noi fuori da Governance”
Beppe Sala

Olimpiadi 2026, Sala: “Disponibili solo a ospitare, non alla Governance”

Olimpiadi 2026: la decisione salomonica del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha varato l’idea di una “candidatura italiana” a tre fra Milano, Torino e Cortina lascia qualche dubbio nel capoluogo lombardo. Ed anzi, come riporta imprese-lavoro.com, il sindaco di Milano Beppe Sala oggi ha scritto una lettera dai toni duri con la quale sembra porre la città al di fuori della governance dell’evento.

(IMPRESE-LAVORO.COM) Milano – Con una lettera personale inviata al presidente del Coni Malagò, il sindaco di Milano Giuseppe Sala sembra non accogliere la proposta di una gestione a tre, con Cortina e Torino delle Olimpiadi bianche. Ecco il testo: “Con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi Olimpici e Paraolimpici 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese, Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance 2026. Qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata”.

L’annuncio di ieri di Malagò e le reazioni a caldo

“Nella nostra proposta – aveva dichiarato Malagò – non ci sarà una città capofila: è una novità assoluta nella storia del processo delle candidature e abbiamo ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità su questa ipotesi. Il Governo è stato messo al corrente dell’ipotesi della candidatura a tre: Milano, Torino e Cortina saranno co-firmatarie. Abbiamo fatto un capolavoro della diplomazia nel rispetto di tutte le candidate, cercando di non scontentare nessuno, valutando il rapporto costi-benefici e prendendo il meglio da ogni dossier. Una candidatura così – conclude Malagò – ha molte più chances di vittoria finale”.

Ma già ieri il sindaco di Milano Beppe Sala aveva espresso qualche scetticismo sul tema della governance: “Leggo le dichiarazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò. Condividendone lo spirito, ribadisco la necessità di una chiara identificazione della governance della candidatura. L’esperienza in Expo mi ha insegnato quanto sia fondamentale per il rispetto dei tempi e per la qualità del progetto una precisa identificazione delle responsabilità della gestione del processo di candidatura e poi, auspicabilmente, della realizzazione. Milano vuole essere un’opportunità per le Olimpiadi italiane, nella consapevolezza che un’impresa del genere è gestibile solo con scelte precise”.

Sulla stessa linea di pensiero il governatore lombardo Attilio Fontana: “Abbiamo sempre lavorato con l’obiettivo di arrivare a una candidatura forte e vincente per l’Italia. Non abbiamo mai avuto posizioni preconcette verso nessuno e apprezziamo gli sforzi del CONI per raggiungere una condivisione di intenti da parte di tutti gli attori in campo. Siamo pero’ fortemente convinti che per centrare il traguardo finale sia necessaria una forte capacita’ di governance in capo a un soggetto ben chiaro e definito”.

Cosa rimarrebbe in capo a Milano se il Governo dovesse avallare la proposta del Coni? Il capoluogo lombardo ospiterebbe la cerimonia di apertura e quella di chiusura dei Giochi Invernali oltre alle gare delle discipline del ghiaccio, ovvero pattinaggio, hockey, curling.