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Omicidio Boiocchi, a processo anche il vocalist della curva dell’Inter: “Fu il primo a parlare della possibilità di ucciderlo”

La gup di Milano dispone il rinvio a giudizio di Mauro Nepi. Decisivi i nuovi verbali del collaboratore Marco Ferdico. Prima udienza il 20 ottobre

Omicidio Boiocchi, a processo anche il vocalist della curva dell’Inter: “Fu il primo a parlare della possibilità di ucciderlo”
Inter Curva Nord (Foto Lapresse)

Si allarga il processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, lo storico capo ultrà dell’Inter ucciso a colpi di pistola nell’ottobre del 2022 a Milano. Davanti alla Corte d’Assise finirà anche Mauro Nepi, 43 anni, conosciuto nell’ambiente nerazzurro come il “vocalist” della Curva Nord perché guidava i cori dei tifosi dalla balaustra del secondo anello verde di San Siro. La gup di Milano Giulia Marozzi ha disposto il rinvio a giudizio accogliendo la richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia Paolo Storari e Stefano Ammendola. Il processo inizierà il prossimo 20 ottobre. A Nepi viene contestato l’omicidio aggravato dalle modalità mafiose e dalla premeditazione. Proprio quest’ultima aggravante, formulata dai magistrati nell’udienza del 7 luglio, ha impedito alla difesa di procedere con il rito abbreviato già richiesto.

Le nuove dichiarazioni di Marco Ferdico

La nuova impostazione accusatoria si fonda in particolare sugli ultimi verbali di Marco Ferdico, ex vertice della Curva Nord e oggi collaboratore di giustizia. Le sue dichiarazioni avrebbero attribuito a Nepi un ruolo più rilevante rispetto a quanto emerso in precedenza. Il 9 giugno Ferdico ha messo a verbale che sarebbe stato proprio Nepi il primo a parlargli della possibilità di uccidere Boiocchi. “Nepi è stato il primo a parlarmi della possibilità di uccidere Boiocchi, mettendola sul piano che io non avessi il coraggio di farlo, istigandomi al riguardo e ipotizzando anche il prezzo dell’omicidio nella fase iniziale”, ha raccontato Ferdico agli inquirenti. Secondo il collaboratore, Nepi avrebbe avuto anche un ruolo nella “programmazione” dell’agguato e, dopo la morte di Boiocchi, avrebbe rivendicato quanto fatto per ottenere compensi e una parte degli introiti legati alle attività economiche e paraeconomiche della curva.

I presunti compensi dopo la morte del capo ultrà

Sempre stando alle dichiarazioni di Ferdico, Nepi avrebbe insistito per partecipare alla distribuzione dei ricavi della Curva Nord, ricordando agli altri dirigenti ultrà il proprio contributo all’eliminazione di Boiocchi. Dopo la finale di Champions League del 2023, ha riferito Ferdico, a Nepi sarebbero stati consegnati 25mila euro. Andrea Beretta, altro collaboratore di giustizia e indicato come mandante dell’omicidio, aveva invece raccontato di avergli affidato una borsa contenente 50mila euro, destinata al pagamento dei killer. Ferdico ha inoltre riferito che Nepi, parlando con lui e con Antonio Bellocco, avrebbe sostenuto che Boiocchi fosse “più pericoloso da morto che da vivo”. Beretta avrebbe interpretato quella frase come il timore che il vecchio capo ultrà potesse aver lasciato un memoriale. Dopo l’omicidio, il controllo della curva sarebbe passato nelle mani di Beretta, Ferdico e Bellocco, esponente della famiglia di ’ndrangheta ucciso dallo stesso Beretta nel settembre del 2024.

La difesa di Nepi aveva chiesto che i verbali di Ferdico fossero dichiarati inutilizzabili, perché depositati dopo la scelta del rito abbreviato. La gup ha però respinto le eccezioni e disposto il processo davanti alla Corte d’Assise. Nepi era già stato coinvolto nell’inchiesta sulle curve di Inter e Milan ed era finito in carcere nel settembre del 2024 nell’ambito del blitz “Doppia curva” condotto da Polizia e Guardia di finanza. Una successiva ordinanza, emessa nel febbraio scorso, aveva poi riguardato il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio Boiocchi.

Gli altri imputati già alla sbarra

Per l’uccisione dello storico capo ultrà sono già sotto processo Marco Ferdico, indicato come organizzatore, suo padre Gianfranco, Andrea Beretta, ritenuto il mandante, e i due presunti esecutori materiali. Gli imputati hanno ammesso a vario titolo le proprie responsabilità, anche se le difese stanno cercando di escludere il coinvolgimento di Gianfranco Ferdico. Anche quest’ultimo, nel frattempo, ha iniziato a collaborare con i magistrati. È considerato improbabile che il procedimento a carico di Nepi venga riunito a quello già in corso. I familiari di Vittorio Boiocchi sono costituiti parte civile con l’avvocato Marco Ventura.