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Milano

Di Cesare Cerea

Sabato e domenica, per iniziativa dei democratici a progetto, cui si sono aggiunti molti circoli, molte sedi del PD resteranno aperte alla discussione, alla critica, al farsi sentire di un mondo, quello degli iscritti e simpatizzanti del PD che sono oggi disorientati e che stanno vivendo un forte disagio. Credo sia il fenomeno più serio, e più tempestivo che si potesse promuovere, dentro questo atto ci sono molte sensibilità e spunti importanti, innanzitutto che la nostra priorità è ascoltare, non ignorare un disagio profondo che attraversa il corpo di chi crede e si è speso per il PD. Non sarà sufficiente, ma almeno prova a mettere in relazione, parlamentari, dirigenti, militanti, per dipanare questo disagio e farlo evolvere verso uno stato d'animo meno ripiegato, per muovere in direzione di una riflessione compiuta sulle ragioni della sconfitta, ci vorrà tempo, umiltà, ricerca. Perché abbia un'efficacia questa ricerca vale la pena di sottolineare alcuni punti fermi purtroppo non condivisi da tutti, la prima riflessione riguarda il non inseguire un sentimento che alcuni vorrebbero cavalcare nel nostro partito, la necessità nemmeno tanto sottaciuta, che ci sarebbe bisogno di un partito più chiuso in se stesso, avremmo perso perchè troppo sensibili agli umori della società, non perché i tempi di registrazione e di messa in sintonia con cittadini del PD siano biblici.

Aprire i circoli sabato e domenica significa anche dare il segnale che il PD non si chiuderà, che la sensibilità originaria del progetto PD, va rilanciata e svolta compiutamente, semmai si tratta di affrontare con maggiore puntualità la ricerca di modalità organizzative che tengano insieme, strutture di partito, la complessa articolazione delle nostre presenze istituzionali, la possibilità dei cittadini di influenzarne le scelte, spazi di ascolto e di verifica più strutturati e vincolanti. Insomma si apra una discussione vera, di certo non la si rimandi, si presentino al nostro mondo ipotesi articolate, ci si confronti sul merito del partito che riteniamo più utile, senza nostalgie di un passato” felix”, dei vecchi DS o margherita, che è molto nella memoria e poco nella realtà. In tutta questa complessa discussione ho molti dubbi che serva a qualcosa la strategia del picconatore, di sparare su questa o quella nomina, di schierare le truppe di questa o quella fazione indipendentemente dallo spessore della proposta politica, del muoversi al servizio più o meno esplicito di questo o quel livello di governo istituzionale. Oggi non è il tempo dei tifosi, ma di chi vuole aprire questo partito, non chiuderlo, di chi vuole confrontarsi anche lontano dalle precedenti appartenenze, occorre lasciare aperto il confronto per il tempo necessario a definire un profilo ed un orizzonte per il PD che regga alla fase del governo e che traghetti il dopo, per prepararsi a governare il paese in un sistema istituzionale innovato coraggiosamente e in un orizzonte di governo equo e sostenibile.

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pdcerea







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