di Paola Bacchiddu
Ripartire da Milano, ma non nella solita logica del “modello Milano”. (Quanto siamo bravi, copiate da noi).
Il partito democratico milanese – dopo la recente Assemblea, e in attesa del futuro Congresso dove si eleggerà il nuovo segretario nazionale – lancia un Manifesto “Per domani, la forza delle idee” (giocando sull’acronimo PD), per aprire una vera e propria riflessione sulle cause della sconfitta e del disastro elettorale (cosa che ancora non sembra essere stata fatta in maniera formale e condivisa), e sui punti da cui ripartire davvero per ricostruire il partito. Il Manifesto si può leggere sul sito , appena pubblicato online. Promotori ex renziani ma anche figure più a sinistra del partito. Perché la logica è quella non solo di comprendere gli ex renziani, rimasti un po’ orfani di leadership – così come ha anticipato Affaritaliani.it Milano in un articolo sulle correnti -, ma di aprire a quella sinistra troppo spesso in contrapposizione con la maggioranza. Cioè riuscire finalmente a essere il più inclusivi possibili, allargando a varie correnti, che per una volta non si facciano la guerra tra loro, a colpi di mozioni e intrighi di potere.
Il crono-programma a breve termine comprende una due giorni da organizzare a Milano, che abbia una struttura il più lontana possibile da quella di una Leopolda con i tavoli di discussione, prevista per l’8 luglio o per il prossimo autunno. La data è congelata in vista di quella del prossimo Congresso nazionale a Roma. Un segnale importante: se la data è congelata vuol dire che almeno in via ipotetica il congresso nazionale potrebbe cadere anche prima dell’agognato ombrellone. Segno che il partito potrebbe vivere a brevissimo una nuova fase di fibrillazione.

