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Milano
Riorganizzazione Poste, l'altolà in Regione è bipartisan

Fermare il piano di ristrutturazione delle Poste e scongiurare il taglio degli uffici in Lombardia, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle frazioni. E’ questo il messaggio contenuto in una articolata risoluzione approvata all’unanimità dalle Commissioni Bilancio, presieduta da Alessandro Colucci (Ncd), e Attività produttive, presieduta da Angelo Ciocca (Lega Nord). Relatore del provvedimento è Marco Tizzoni (Lista Maroni). Alla seduta erano presenti Rinaldo Redaelli (vicesegretario generale Anci Lombardia), Gianfranco Concordati (sindaco di Casal Pusterlengo), Paolo Brambilla (sindaco di Vimercate), Mario Colombo (sindaco di Val d’Intelvi), Massimo Nascimbene (sindaco di Zinasco), Pier Achille Lanfranchi (sindaco di Fortunago), Paola Martinelli (Dipartimento Piccoli Comuni Anci Lombardia).

L’impatto della riorganizzazione delle Poste in Lombardia prevede la chiusura di 61 uffici soprattutto in Comuni e frazioni con meno di 5000 abitanti e l’apertura a giorni alterni di altri 121 sportelli. La proposta di Risoluzione, approvata all’unanimità e che ora approderà in Consiglio regionale per il via libera definitivo, chiede alla Giunta di intervenire sull’azienda perché venga sospeso il processo di riorganizzazione. Si lavorerà, in collaborazione con gli Ster, alla mappatura delle situazioni territoriali più critiche. Infine alla Giunta viene chiesto di attivare un tavolo regionale per studiare nuovi strumenti operativi insieme a sindacati, associazioni di consumatori e istituzioni territoriali.

“Questo non è un passaggio burocratico, ma un messaggio ben preciso alle Poste Italiane: una regione come la Lombardia non può essere privata di servizi essenziali sotto il profilo strutturale, economico e sociale – spiega il presidente, Angelo Ciocca – La riorganizzazione venga sospesa, si ascoltino sindaci e cittadini e si trovino soluzioni condivise. Se la società non vorrà dialogare, Regione Lombardia e i sindaci sono pronti a trarne le conseguenze, sotto diversi profili. Il taglio degli uffici non è una decisione che siamo disposti ad accettare senza scomporci”. “Il messaggio di oggi alle Poste è chiaro: non si azzardi a chiudere o limitare gli orari degli sportelli della nostra regione senza coinvolgere prima i sindaci e gli amministratori dei nostri territori. Le Poste sono del Tesoro, le paghiamo noi e dunque le invitiamo a riprendere in mano il progetto e a sedersi attorno a un tavolo per discutere.”

Così il vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti. “Noi dobbiamo pensare al tessuto sociale e alle persone più deboli che non riescono certo a cambiare le abitudini – aggiunge il consigliere segretario dell’ufficio di Presidenza, Daniela Maroni – La chiusura delle Poste fa venir meno un presidio di sicurezza e un punto di riferimento per i piccoli centri lombardi e questo va contrattato con il territorio, non calato dall’alto" “Chiediamo a Poste Italiane di sospendere l’annunciata razionalizzazione degli uffici, per avviare al più presto un confronto fra azienda, comuni e Regione che affronti le criticità di scelte che causeranno forti disservizi e disagi alla popolazione, soprattutto anziana, che vive in un territorio frammentato come il nostro”.

Il presidente di Forza Italia in Regione Lombardia, Claudio Pedrazzini, commenta così l’approvazione unanime della risoluzione sui tagli agli uffici postali, votata oggi in seduta congiunta dalle commissioni Bilancio e Attività produttive del Consiglio e che sarà portata in Aula già la prossima settimana. Poco prima si era tenuta l’audizione della delegazione di Anci Lombardia. “La chiesa, i carabinieri e la posta: un tempo bastavano queste presenze a garantire a un centro abitato la dignità di “paese”. Anche oggi la posta è una presenza fondamentale, soprattutto in un tessuto fatto di piccoli centri sparsi nella campagna e spesso mal collegati. Per molti posta significa ancora ritiro della pensione, gestione del risparmio, spedire e ricevere pacchi, pagare utenze, abbonamenti tv, multe e bollettini vari. Pensare di togliere questi servizi e di sostituirli dall’oggi al domani con sportelli automatici, postini elettronici e pagamenti on line, significa tagliare fuori un’ampia fetta di popolazione – commenta il presidente Pedrazzini -.Poste Italiane ha dichiarato di voler mantenere il radicamento territoriale; nel contempo, però, ha annunciato la chiusura in Lombardia di 61 sportelli e la riduzione dell’orario di apertura al pubblico di altri 121 uffici. Nelle commissioni abbiamo ascoltato l’azienda, i sindacati e, oggi, i sindaci. Ci è stato spiegato che presto tutti i 4.900 portalettere lombardi saranno dotati di un palmare con stampante per permettere agli utenti di fare operazioni direttamente da casa. E’ stato osservato che su 1.957 uffici postali in regione, la riorganizzazione riguarderà una percentuale irrisoria di sportelli. Ci hanno promesso che non ci saranno contraccolpi sul fronte della consegna della corrispondenza, anche se a dire il vero già adesso le cose non funzionano molto bene, con disservizi che viviamo un po’ tutti quotidianamente e che in audizione i sindaci hanno ribadito con forza. La logica aziendale è quella di ridurre l’attività degli sportelli che non sono redditizi dal punto di vista finanziario. Ma Poste non ci ha spiegato quali risparmi comporteranno i tagli annunciati e non ci ha detto cosa accadrà in futuro di quegli stessi uffici in cui la riorganizzazione causerà inevitabilmente un ulteriore calo di fatturato: saranno chiusi tutti e 121 fra un paio d’anni?”

Dopo l'approvazione all'unanimità della Risoluzione sulla riorganizzazione degli uffici postali, Onorio Rosati, consigliere regionale Pd, dichiara: "C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano dal punto di vista occupazionale e territoriale. Per questo chiediamo un immediato intervento da parte del Governo su Poste Italiane al fine di sospendere il piano di riorganizzazione e, contestualmente, chiediamo immediata apertura del tavolo regionale alla presenza dell'Anci, delle rappresentanze dei lavoratori e dei consumatori, con le Poste Italiane al fine di valutare le conseguenze del piano intervenendo sulle criticità. Per questo impegniamo la Giunta con una risoluzione condivisa”.

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