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Milano
Pinocchio/ La Scala e gli imbecilli patentati

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C’era una volta un Paese nel quale abitava gente talmente stupida da poter entrare nel Guinness dei Primati, se ci fosse una classifica apposita per gli imbecilli. Un Paese nel quale ci si lamenta perché i politici rubano e poi si fa di tutto per rubacchiare nella dichiarazione dei redditi, nello scarico delle fatture dall’azienda, nel pagamento delle rate condominiali. Perché questa Lombardia, questa Milano, questa Italia, è un Paese un po’ così. E’ un posto nel quale, qualche giorno fa, un gruppo di giovani vandali esibizionisti ha devastato in 3 minuti una intera carrozza di un treno, mettendo poi il video su youtube. Vien da chiedersi quanta forza avessero per riuscire a spaccare tutto in un tempo così breve. Ieri, un nuovo caso: in Stazione Centrale qualche imbecille sale su un treno fermo e svuota gli estintori nelle carrozze vuote, fuggendo poi via senza essere identificato. 
Ma questo non è solo il Paese dello scemo e più scemo (da sbattere in galera). E’ anche il Paese delle inopportunità, nel senso delle decisioni inopportune. Ad esempio, in queste ore alla Scala si stanno tenendo le ultime furiose trattative per fare in modo che il Primo Maggio, giorno dell’inaugurazione di Expo, oltre che Festa dei Lavoratori, i lavoratori della Scala lavorino e mettano in scena la Turandot. Ovviamente benissimo pagati, dal 100 per cento in più (ovvero il doppio) al 140 per cento in più. Tutto giusto, i lavoratori sono i lavoratori. E gli orchestrali sono lavoratori che percepiscono da 73mila a 118mila euro all’anno. Più i compensi per i concerti che fanno per la Sinfonica della Scala. Più le indennità. Più gli straordinari. E protestano se devono lavorare per l’inaugurazione di Expo. Questione di diritti, si dice. Perché nel Paese delle inopportunità c’è chi vive sempre felice e contento, lamentandosi (con oltre 100mila euro all’anno).

 

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