ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese, l’Italia, dove i banchieri avevano una passione smodata per la politica. Una di quelle passioni che non si possono controllare. Sarà perché la politica e le banche hanno sempre avuto un accordo forte e inscindibile. Comunque, capita proprio così, nel Regno delle inopportunità, dove ognuno si fa un po’ i cavoli suoi. Capita che i lavoratori privilegiati della Scala facciano il cinema per non lavorare il primo maggio. Capita che Giuliano Pisapia regolarizzi il Leoncavallo e che una parte del Pd protesti perché al “Leo”, come lo chiamano, non fanno gli scontrini. Capita che i banchieri facciano i premier e pure i senatori a vita, come Mario Monti. Capita che le mamme dei manager, professoresse universitarie, di cognome Fornero, si mettano a frignare mentre fregano milioni di italiani. E capita ancora e ancora e ancora che i banchieri decidano di fare politica, come si diceva all’inizio. L’ultimo è Corrado Passera, che ha lanciato, con splendido tempismo, il suo Italia Unica a Roma proprio mentre veniva eletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi, ancora con un tempismo da par suo, decide di lanciare il suo partito a Milano proprio mentre il mondo è concentrato sulla presentazione di Expo. Almeno Passera ha una giustificazione per il non aver avuto anche lui il messaggio del Papa. Per non parlare del coinvolgimento dell’ex presidente della Provincia Guido Podestà. Quel giornale online chiamato Affaritaliani.it, un po’ cattivello, aveva anticipato dell’avvicinamento dell’ex uomo di Berlusconi e di Alfano alla creatura di Passera. L’ufficio stampa da Roma aveva smentito, salvo poi avere la conferma da Podestà stesso. Anche lui crede in Italia Unica. Perché in questo Paese un po’ strano funziona così: i banchieri si vogliono candidare a tutti i costi. Anche se le banche non sono poi tanto amate dalla gente che è quella che va alle urne. Anzi, sono decisamente odiate. Ma l’avranno capito, quei banchieri che si candidano, che politica non si fa solo con il pallottoliere (e con i bonifici bancari)?

