ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta l’Antimafia anche a Milano. Ora, mentre a Roma i candidati sindaco fanno a gara a mandare all’antimafia la lista dei candidati, nella capitale morale d’Italia, non se ne sente uno che annuncia di volerlo fare. Nulla di male, per carità. Però poi non venite a dirci, in caso di inconvenienti legati a uno degli oltre 500 nomi, che tutto va bene madama la marchesa. Perché su questa cosa dell’Antimafia e dell’esclusione preventiva dalle liste, occorre che ci mettiamo d’accordo. Ci dobbiamo mettere d’accordo se è utile oppure no. O è utile, e allora rendiamo obbligatoria la presentazione delle liste a un organismo di controllo. E di conseguenza regolamentiamo diversamente il diritto di candidarsi. Oppure non è utile, e allora vietiamo la presentazione delle liste a un organismo di controllo. Ma fare come oggi, all’italiana, dove alcuni ricorrono alla Commissione per fare i puri (salvo poi avere magari altre magagne) e altri invece non lo fanno (venendo additati come ladri e corrotti) sembra la solita via di mezzo che puzza tanto di paraculismo.

