ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese nel quale parlare di omosessualità causava più faziosità di una partita tra Milan e Inter ai tempi belli. Un Paese arretrato, sicuramente, sia nel senso di una mancanza di riconoscimento dei diritti, sia nel senso di una radicalizzazione dello scontro. Per la serie: ci sono quelli che ritengono che i gay siano dei demoni peccatori e quelli che li reputano angeli senza ali, passando sopra aprioristicamente a tutti i loro difetti. Magari sono semplicemente umani, naturalmente umani. Così, la notizia che arriva dal liceo scientifico Leonardo Da Vinci, dove una professoressa ha definito le relazioni gay “innaturali”, non può far altro che far cadere le braccia ancora una volta, un po’ sconsolati. E ancor di più le fa cadere la frase di un prete, don Angelo Perego, che in quel di Arosio, in provincia di Como, annunciando un incontro sul tema delle identità di genere, ha pronunciato la seguente frase “L’ideologia gender è più pericolosa dell’Isis”. Ovvero, l’ideologia di genere, quella che parla di uomini, donne e gay, è più pericolosa di gente che dà fuoco alle persone all’interno delle gabbie. Tra licei e parrocchie, insomma, sul tema dei diritti umani oggi non c’è di certo da gioire. Per fortuna che una cittadina alle porte di Monza ci regala le notizie di un altro prete, don Ferdinando. Lui, a Natale, aveva definito durante un’omelia Babbo Natale un “ciccione ubriacone”. Adesso è sotto attacco dei parrocchiani perché fa suonare le campane anche di notte. Non abitando da quelle parti, ci è permesso sorridere.

