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C’era una volta la campagna elettorale che finiva. Per fortuna, ci siamo quasi. L’ultima settimana. E allora ecco sfilare la parata degli errori e degli orrori, in un dibattito stucchevole che ha visto tenere banco una casa al mare, poi una casa in montagna, poi un 730, poi una presunta e mai dimostrata incandidabilità, poi qualche schermaglia sulla sicurezza (che non guasta mai), poi un po’ di contorno di lite tra neofascisti e no, tra ebrei e musulmani all’interno del Pd, tra Salvini e Parisi all’interno del centrodestra. E ancora, noi giornalisti abbiamo visto di tutto: la sfilata a chiedere un’intervista, anche intervistina, le profferte e offerte, le minacce per una presunta par condicio tra liste gemelle (e informatevi almeno sulle leggi, no?), le falsità, le soffiate. Sapete l’unica cosa che è veramente mancata, finora? Un dibattito serio sulla città. Che non è uno scherzo, ma una cosa seria. E’ stato sclerotizzato tutto nel binomio: Pisapia ha fatto bene e dunque continuiamo. Pisapia ha fatto male e Renzi è pure un cattivone e dunque mandiamoli a casa. Forse, colpa nostra che non abbiamo fatto le domande giuste. O loro, che non hanno voluto rispondere.

