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C’era una volta un Paese nel quale i carabinieri andavano a proteggere le case dei vip. C’è una notizia, a dire il vero un po’ nascosta, sul Corriere della Sera, che mi ha fatto indignare. Letteralmente. A pagina 11 del dorso milanese del Corriere campeggia un titolo “Tutti i carabinieri per Celentano. Così il territorio resta sguarnito”. Parola del sindaco di Pescate. Che afferma, all’interno del pezzo: “I vip non sono cittadini di serie A”. Praticamente si scopre che cinque comuni sono serviti da una sola stazione di militari, per un totale di 8 persone a presidiare in territorio ampio e soprattutto 25 mila persone. Ora, il problema è che da quando il povero Celentano ha denunciato di aver subito un furto, in una villa che ha già la vigilanza armata, tutti i militari sono stati concentrati là. A casa sua. Perché lui è più importante. Lui e i suoi silenzi. Lui e i suoi cachet milionari. Lui e le sue canzoni, e i suoi film. Non ho mai avuto, e chi mi ascolta da un po’ lo sa, nessun tipo di invidia né di rivendicazione di classe per chi ce l’ha fatta. Il modello americano, per me, è quello giusto. Bisogna saper sognare e ispirarsi ai migliori, perché solo così si può migliorare. E’ il modello italiano, che mi fa incazzare. Il modello che prevede la beatificazione del vip, e soprattutto l’uso di forza pubblica in misura sproporzionata. Come la scorta di quell’altro genio della Finocchiaro, obbligati a fare la spesa all’Ikea. O come la scorta di un noto parlamentare di destra, presa a male parole un giorno su due. Come i carabinieri sottratti alla gente per stare davanti alla casa di Celentano. Ecco, questo è il modello italiano, e lombardo, visto che Pescate in Lombardia. Ed è un modello che mi fa letteralmente schifo.

