ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese senza memoria. Soprattutto in politica, che poi è l’arte più “smemorata” in assoluto. Non solo i cittadini tendono a scordarsi quasi di qualunque cosa, ormai assuefatti a quasi tutto (e il quasi è importante, perché quando si arrabbiano…) ma anche i politici hanno la memoria corta. Oggi sui giornali c’è scritto che il Pd metropolitano vuole a tutti i costi spostare la data delle primarie a fine febbraio. A me è venuto immediatamente in mente quel che successo con Umberto Ambrosoli ai tempi delle regionali. Anche in quel caso c’era un candidato che ondeggiava pericolosamente tra primarie sì e primarie no. Anche in quel caso si prese tempo. Anche in quel caso si cercò di fare delle primarie senza farle. Anche in quel caso la sinistra perse, così come in tanti altri. Il problema, per come la vedo io, è un altro, e si chiama Giuliano Pisapia. Che lo si voglia o no è il sindaco uscente che deve contribuire a gestire il percorso. Il Pd milanese non può decidere di gettare nella mischia Sala se un giorno e l’altro pure viene dipinto come un manager morattiano o di centrodestra, e se il sindaco lo smonta dicendo che è un tecnico e non un civico, e quindi di fatto pugnalandolo alle spalle. Chi si candiderebbe, e figurarsi poi un uomo prudente come Sala, sapendo che da un momento all’altro Pisapia potrebbe remargli contro? E quale partito lo sosterrebbe in un quadro di questo tipo? Pare proprio che a Milano il centrosinistra voglia fare di tutto per perdere.

