ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese nel quale il problema principale di cui discutere erano degli scalini maculati invece che neri. Roba importante, intendiamoci. Roba per la quale litigare e perderci pure del tempo. La storia è quella del Museo delle Culture dell’ex Ansaldo. A progettarlo è l’archistar David Chipperfield, che, personalmente, tutte le volte che lo sento mi viene in mente David Copperfield, e quindi penso a un mago. Che cosa ha tirato fuori dal suo cilindro David Chipperfield-Copperfield? Un bel progetto per il palazzo museale. Poi, però, al momento di inaugurarlo, sono iniziati i problemi. Problemi serissimi. Per l’architetto infatti era inaccettabile che il grande scalone monumentale non fosse nero ma nero maculato. Eh sì, perché qualcosa è andato storto e la pietra lavica che doveva servire per fare da contrasto con una grande vetrata bianca, invece di essere rigorosamente nera, è a macchie. Un effetto leopardo che l’archistar ritiene inaccettabile dal punto di vista estetico. Risultato? Il Comune si è trovato a mediare, cercando di convincere l’archistar che in fondo andava bene così, e che con Expo alle porte e tanti problemi da risolvere, lo scalone monumentale maculato era proprio l’ultimo. Niente da fare, muro contro muro. Alla fine l’assessore alla Cultura del Corno ha detto basta e ha chiesto che il museo apra i battenti il 26 marzo con due mostre. Ha fatto bene. Milano ha un sacco di problemi e ben poco tempo di stare dietro alle bizze maculate di una archistar.

