ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta il tema dei migranti. Vorrei sottolineare la parola “tema” che è ben differente da “timore”. Il tema si svolge, partendo da un argomento, e si declina usando la logica. Il tema dei migranti si può leggere da vari punti di vista, tutti validi. Quello della povera gente che scappa dalla guerra e dalla fame. Quello di altra povera gente, italiana, che si vede arrivare in paese, tra le proprie case, disperati che spesso peggiorano una sicurezza percepita già labile. Quello di poveri milanesi che devono sopportare una stazione centrale nella quale si verificano mega-risse come quella documentata l’altro giorno con un video choc su Affaritaliani.it Milano. Quello di poveri giovani che non trovano lavoro e che hanno timore che quelle facce scure, rese dure dagli stenti, levino pure il poco che c’è. Quello di poveri giovani migranti, che per sostentarsi vanno all’Ortomercato, una ferita purulente e aperta nel cuore della città, a scaricare cassette a due euro all’ora. Ecco, questi sono tutti modi validi di affrontare il tema dei migranti. E tutti dovrebbero concorrere a trovare una via. Poi c’è il timore. Che è qualcosa di irrazionale e immotivato. Qualcosa che fa pensare a dei cittadini, come accaduto a Goro, che delle donne e dei bambini possano essere un pericolo. Ecco. Il timore va combattuto. Ma è compito dello Stato da una parte, farlo usando la chiarezza e la trasparenza. Possibile, ad esempio, che Milano debba accollarsi i profughi di tutti quanti? Dall’altra parte è compito della coscienza di ognuno. Che poi è quella con la quale facciamo i conti la sera prima di andare a letto, esaurita la rabbia, esaurito l’irrazionale timore.

