ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta un Paese dove la politica, a volte, faceva cose strane. Ci lamentiamo spesso che i partiti tradizionali ci mettono troppo a decidere. Troppe riunioni, consultazioni, liti sui giornali, dichiarazioni, facebook, twitter eccetera eccetera. E ancora: campagna elettorale per le primarie, campagna elettorale per le amministrative, polemiche sulla composizione della giunta, polemiche sulla scelta del vicesindaco. L’iter a volte è lunghissimo e decisamente sfianca i giornalisti, figurarsi i cittadini. Tuttavia anche l’opposto non mi sembra una gran mossa. Mi spiego: il Movimento 5 Stelle ha indetto per settimana prossima le graticole, ovvero quel momento di selezione del candidato sindaco che poi verrà scelto dal web. In totale, 6 minuti per ognuno dei candidati, perfetti sconosciuti al popolo. In tre minuti si presenta e in tre minuti risponde alle domande. Insomma, il loro futuro si gioca in 360 secondi. Secondo alcuni poi saranno anche meno, visto che ne devono visionare una ottantina e ci sono solo due ore e un quarto (il che farebbe scendere i minuti a un totale di due circa). Ora mi chiedo come si fa a valutare una persona che dovrebbe guidare una città complessa da un milione e trecentomila abitanti (senza contare che è anche il sindaco della città metropolitana) qualcuno che è stato esaminato per sei minuti. In sei minuti non ti danno neppure un voto all’esame di Storia Medievale all’Università, tanto per dirne una. In sei minuti è quasi impossibile cucinare un piatto di spaghetti. In compenso in sei minuti si possono dire un sacco di cazzate. Ma non credo che sia questa la meritocrazia di cui tanto si parla.

