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Milano
Pinocchio/Politica, l'arte di vivere divisi e... contenti

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C’era una volta un Paese nel quale lo sport nazionale della politica era dividersi e cercare di spaccare l’atomo. E’ quello che succede un po’ ovunque, e non c’è da meravigliarsi, anche se personalmente non riesco a smettere di stupirmi di certe mosse strane. Per esempio, sabato mi ha fatto un certo effetto sentire Paolo Romani, gran visir di Forza Italia, parlare di “selezione della classe dirigente dal basso”. Salvo poi, ma questo è un dettaglio, lasciare la Brianza felix in gestione al figlio. Mi ha stupito sentire parole di polemica con la Lega Nord, che tra l’altro è azionista di maggioranza del centrodestra, ormai. Mi ha stupito delineare l’identikit del prossimo candidato sindaco di Milano come “politico proveniente da Forza Italia”. Insomma, sembra proprio che il partito di Berlusconi sia diventato come quelle vecchie carampane che ancora attendono il principe azzurro, e che lo vogliono alto, con gli occhi azzurri, il 42 di piede, ricco e con l’hobby del modellismo. In pratica, vogliono restare zitelle. E questa vocazione al suicidio, ed è la cosa che più mi stupisce, avviene anche nei territori. A Seregno, ad esempio, piccolo comune (ma non troppo) della Brianza, punto di snodo della politica brianzola, la Lega si è letteralmente frantumata. E Forza Italia non decide di appoggiare una lista civica emergente perché, appunto, non è una candidatura interna. In questo modo la possibilità che l’avversario vinca è altissima. Ma fa niente, perché l’importante, per vivere felici e contenti, è litigare spesso e volentieri

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