ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta un Paese nel quale i migliori a fare qualcosa erano sempre quelli che non la stavano facendo. Il detto, ovviamente, appartiene all’antica saggezza popolare, che proprio perché antica, e proprio perché popolare, ha una sua indubbia forza. Allora, guardiamo a quello che sta succedendo, a livello di politica, in Italia. C’è un partito, la Lega Nord, dove c’è una competizione vera per la scelta del segretario. Le posizioni si scontrano, ci sono le polemiche interne e tutto il resto. Problemi? Nessuno. C’è un partito, il Partito Democratico, dove c’è stata una competizione vera per la scelta del segretario. Le posizioni si scontrano, ci sono le polemiche interne e tutto il resto. Problemi? Una infinità. Delle primarie parlano praticamente tutti. Quelli che sono usciti dal partito Democratico. Quelli che non ne hanno mai fatto parte. Ne parla Salvini, ne parla il Movimento 5 Stelle. A proposito del Movimento 5 Stelle: anche loro fanno una competizione, non reale, ma virtuale, per la scelta dei candidati. Problemi? Anche qui, un sacco. Così, stranamente, ognuno guarda in casa dell’altro, si permette di giudicare regole e tutto il resto. E’ un mondo ben strano, dove i politici fanno gli analisti politici, invece di fare politica. E dove i giornalisti, vedendosi rubato il lavoro, sono costretti a intervistare i politici per avere opinioni assolutamente interessate sulla casa d’altri. E’ un po’ come chiedere a un macellaio come è la carne del concorrente. Voi vi fidereste della risposta? Io no. Ecco perché penso che Renzi abbia stravinto delle primarie che continuano il trend di perdita dei voti (non ci scordiamo che Prodi ebbe oltre 4 milioni al voto), e che rimangono un metodo legittimo di scelta del leader. Tanto quanto lo è il congresso della Lega Nord. Tanto quanto lo è, se va bene a loro, il voto sulla piattaforma informatica del Movimento 5 Stelle. Ognuno pensi ai problemi suoi, del proprio partito, magari buttando un occhio anche ai problemi dell’intero Paese, che dovrebbe essere la cosa primaria invece di litigarsi su cretinate.

