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Milano
Pinocchio/Un Paese da operetta... anche nella corruzione

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C'era una volta un Paese nel quale qualunque grande opera prevedeva mazzettine e mazzettone. Nel quale la condanna arrivava prima del processo, barbarie assoluta in Europa, e nel quale ormai il sistema corruttivo era talmente da operetta da risultare comico. Il caso è ovviamente quello di Expo, per il quale è finito nelle cronache Luca Lupi, figlio di Maurizio Lupi. Entrambi non sono indagati, ma secondo le carte dei pm, Luca Lupi avrebbe accettato in regalo un Rolex da 10mila euro e un vestito di sartoria. Considerato che il padre fa il ministro, se è un tentativo di corruzione, pare abbastanza comico. Sono lontani i tempi nei quali Duilio Poggiolini finiva dentro con miliardi su conti correnti in Svizzera e pure gioielli e soldi nascosti nei divani e nei materassi. Qui, adesso, si pensa che la corruzione avvenga con un vestito di sartoria. E dire che le avvisaglie di questa deriva c'erano tutte già anni fa. Ricordo il caso di Milko Pennisi, presidente della commissione urbanistica di Milano, rotariano doc. Lo beccarono con mille euro in un pacchetto di sigarette. Corruzione spicciola. Oppure spiccioli di corruzione. Intanto, mentre l'Expo si becca un'altra mazzata, in attesa di quelle che arriveranno durante la manifestazione, sui giornali c'è anche altro per cui scandalizzarsi. Per esempio, le residenze universitarie per il periodo di Expo verranno rincarate del 44 per cento. Un aumento che neanche gli hotel 4 stelle. Gli studenti saranno costretti a lasciare le camere e a rifugiarsi in altri stabili. Ma noi andiamo avanti a parlare di Rolex e vestiti di sartoria. Del resto si vive felici e contenti solo con delle priorità.

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