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Milano

"Con i nuovi tagli diventa francamente impossibile chiudere il bilancio. Quello di non poter riscaldare le scuole il prossimo ottobre, di non riuscire a sistemare le buche nelle strade e di ridurre le corse dei trasporti pubblici è un rischio vero, e noi non vogliamo che si verifichi". Coså il presidente della Provincia Guido Podestà ha spiegato le ragioni della riunione del consiglio direttivo dell'Upl, oggi a palazzo Isimbardi, sulla situazione finanziaria delle province lombarde e le conseguenze del decreto sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni. "I tagli che il governo prospetta per le Province" nel decreto, con 1,2 miliardi per tutta Italia di cui circa 200 milioni per quelle lombarde "sono disequilibrati - ha detto Podestà - e la nostra non è la difesa di una categoria o di una casta ma dei diritti dei cittadini a non vedere tagliati servizi che la pubblica amministrazione deve loro dare. La possibilità ventilata mesi fa dal presidente dell'Upi Antonio Saitta che a ottobre non potremo dare riscaldamento alle scuole, non è una boutade: con i tagli che vengono proposti, che sono circa 2 volte e mezzo quelli dello scorso anno che già erano pesantissimi, questo e' un rischio vero. Il 70% delle Province probabilmente non riuscirà a chiudere il proprio bilancio. E questo ai cittadini va detto"

Peraltro, ha rimarcato Podestà "se ci sono delle istituzioni che hanno ottimizzato l'uso delle risorse pubbliche sono proprio le Province. Se si vogliono chiudere si chiudano, lo si faccia per via istituzionale. Se invece lo si vuole fare per asfissia in termini di risorse, bisogna ricordare che sono i cittadini che ne soffrono, per i tagli che si fanno ai loro servizi, e questo non lo vogliamo". Quanto alla Provincia di Milano "e' una Provincia che da' e non riceve dallo Stato. Abbiamo avuto un incremento di costo di quasi 30 milioni con Tremonti due anni fa, di 50 milioni l'anno scorso, quest'anno siamo a 78 milioni e adesso si caricano di altri 6 milioni. Diventa francamente impossibile riuscire a chiudere i bilanci, anche perchè sul personale non riusciamo più a fare alcun tipo di risparmio". Quella delle province dunque "e' una situazione seria da affrontare senza fare demagogia ma dicendo esattamente come stanno le cose", con il rischio di "buche nelle strade e scuole al freddo, o la riduzione delle corse dei trasporti pubblici: non vogliamo che accada. Personalmente sono convinto che una istituzione di livello intermedio sia indispensabile, ma non è questione di difendere una casta. Sono i servizi ai cittadini che si vanno a tagliare, e non è giusto, anche perchè l'incidenza del costo delle Province rispetto a quello dei ministeri è dell'uno virgola", dunque il taglio alle istituzioni locali "è fumo negli occhi". Podestà non esclude contro il decreto "ricorsi in sede giudiziaria, ma la cosa più seria è dialogare con il governo e le forze politiche".

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