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Milano

 

Guido Podestà

di Guido Podestà,
presidente della Provincia di Milano

Con il “Decreto del Fare”, il Governo ha stanziato 2 miliardi di euro a favore della realizzazione di alcune grandi infrastrutture, anche attraverso forme di attualizzazione di future defiscalizzazioni. Le ragioni di tale decisione sono diverse e, sostanzialmente, condivisibili, come la mutata situazione del Paese, il cui rating ha subito significativi declassamenti nel corso degli ultimi anni.
Conseguenza di ciò, le mutate esigenze del sistema bancario che, oggi, richiede un ben diverso rapporto tra il capitale investito dai promotori e la parte finanziata dalle banche. In altri termini, i piani economico-finanziari a suo tempo approvati dal CIPE non risulterebbero, oggi, in grado di garantire la “bancabilità” delle opere senza una sostanziale iniezione di risorse pubbliche, tenuto anche conto della contrazione dei flussi di traffico, legata alla crisi economica in corso.
Bene ha fatto, quindi, il Governo a investire importanti risorse nelle grandi opere infrastrutturali, anche perché queste garantiscono due risultati fondamentali: nell’immediato, creano posti di lavoro, consentendo a migliaia di famiglie di rilanciare i consumi interni; nel medio termine, permettono alla capacità competitiva del sistema-Paese di crescere sensibilmente.
Il punto sul quale emergono delle perplessità è la scelta di tralasciare la più rilevante opera in corso di realizzazione, la Pedemontana lombarda. Per almeno due ordini di ragioni.
In primis, si tratta della più significativa e costosa opera in corso nell’intera Unione europea. Un’infrastruttura complessa anche dal punto di vista tecnico, in grado, peraltro, di rendere più fluida la mobilità di persone e di merci nell’area trainante dell’intera economia nazionale. Milano, Monza, Varese, Como, Lecco e Bergamo rappresentano quasi il 20% dell’intero Pil nazionale ed è, inevitabilmente, da qui che può ripartire il rilancio dell’economia e dell’occupazione per l’Italia intera.
In secondo luogo, è un’infrastruttura in carico per oltre il 70% all’investimento diretto dei cittadini sulla  scorta di scelte (alcune notoriamente discutibili) operate in passato da precedenti amministrazioni locali, principalmente dalla Provincia e dal Comune di Milano e, poi, di Como e di Pavia.
Il peso della realizzazione di nuove opere, come Pedemontana e, in parte, Tem, gravano, oggi, sui bilanci degli Enti locali, chiamati da obbligazioni non certo dagli stessi volute (patto di stabilità, spending review, ecc.) a dismettere i propri asset in tempi ravvicinati.
In questi giorni, alcuni importanti giornali hanno affermato che la realizzazione di Pedemontana è messa in dubbio dalla impossibilità della Provincia di Milano (e di Monza e Brianza e del Comune di Milano) di dar seguito agli aumenti di capitale necessari per far avanzare i cantieri.
E’ innegabile che sia stata una follia la scelta della precedente amministrazione provinciale (guidata dal presidente Filippo Penati) di farsi carico dei 2/3 dell’azionariato di Pedemontana (un’opera di quasi cinque miliardi di euro) attraverso la società Serravalle Spa.
Eppure Serravalle, quest’anno,  ha pienamente sottoscritto la propria parte (68 milioni) di aumento di capitale in Pedemontana, mentre sono stati gli istituti bancari (Banca Intesa e Ubi), soci per il 32%, a non sottoscrivere la propria quota. Ed è stata quindi Serravale a dover mettere i 32 milioni non sottoscritti dai partner bancari.
Ora l’azione del Governo, che assicura 330 milioni a Tangenziale Esterna di Milano, 370 milioni a Pedemontana Veneta, 55 milioni alla Rho-Monza, 200 milioni alla linea 4 della Metrò di Milano (solo per citare le più significative opere in corso di realizzazione nel nord del Paese), di fatto, discrimina Pedemontana lombarda. L’infrastruttura, oltre a essere l’opera più onerosa, ha in costruzione tratte che, se finanziariamente sostenute, potranno essere messe in funzione prima dell’apertura di expo 2015, al servizio dell’accessibilità alla sede dell’evento, sviluppandosi nel territorio circostante.
Il Ministero delle Infrastrutture individua in 560 milioni, da garantire negli anni 2014, 2015 e 2016, l’entità di risorse governative coerente con quanto assicurato alle altre infrastrutture sopra indicate, dal “Decreto del Fare”.
D’altra parte, tale contributo risulterebbe coerente anche con il proposito del Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, che ha varato il programma “Destinazione Italia” teso a rendere più attrattivi i nostri asset e a sollecitare, dunque, gli investitori esteri a guardare con interesse al nostro Paese.
Nell’anno 2012, come ha riportato “Il sole-24 ore” il 13 luglio u.s., l’Italia ha tratto investimenti esteri per soli 357milioni di dollari. Ben lontani dai 1.321 milioni del Regno Unito, siamo stati superati, in Europa, da Francia, Spagna, Germania e Svizzera.
La Pedemontana, attraverso Serravalle, tornerà presto a essere offrerta a investitori internazionali. È, quindi, coerente con le azioni del Governo che si operi nell’ottica di valorizzare al meglio l’investimento dei cittadini, facendo crescere il potenziale interesse degli investitori esteri.
Fa ancora più riflettere il fatto che, senza tale sostegno governativo, il collocamento sul mercato mondiale degli investitori in infrastrutture delle azioni di Serravalle spa (saremo presto all’avvio del terzo bando) - reso obbligatorio da spending review, patto di stabilità e impegni finanziari in atto da parte degli enti locali - risulterà meno premiante per l’investimento realizzato negli anni passati, dalle precedenti Amministrazioni, con l’impiego di risorse dei cittadini di Milano, di Monza, di Como e di Pavia.
Se l’impegno in tal senso da parte del Governo dovesse risultare tardivo ed essere esplicitato oltre la definizione del collocamento delle azioni di Serravalle spa sul mercato finanziario (Ottobre/Novembre 2013), ne risulterebbe una evidente penalizzazione per gli investimenti fin qui fatti con le risorse dei cittadini lombardi e, al medesimo tempo, si avrebbe un ingiustificato premio per i futuri acquirenti di Serravalle.

Per tali ragioni, consapevole della grande l’attenzione prestata dai Ministri della nostra Regione (in primis, dal Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi), sono certo che verranno individuate in tempo utile (cioè entro questo mese) le risorse (560 milioni) da allocare nei bilanci statali dei prossimi tre anni (2014 - 2015 - 2016).

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