Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Polizia locale, Abagnale: “Servono più sicurezza e maggiore attenzione”

Polizia locale, Abagnale: “Servono più sicurezza e maggiore attenzione”

Regionali Lombardia, Carmine Abagnale (Obiettivo Lombardia – Gori presidente): “Polizia locale, più sicurezza e attenzione per gli agenti”

Polizia locale, Abagnale: “Servono più sicurezza e maggiore attenzione”
Carmine Abagnale

Regionali Lombardia, Carmine Abagnale (Obiettivo Lombardia – Gori presidente): “Servono più sicurezza e maggiore attenzione per gli agenti di Polizia locale”

La polizia locale di Milano? A mano a mano che si avvicinano le elezioni, le sue rivendicazioni si fanno più pressanti. E c’è chi l’ascolta: “Non ci siamo. Ci vuole più sicurezza e maggiore attenzione per chi è a contatto con la gente tutti i giorni”. Carmine Abagnale ha più di 40 anni di esperienza nelle Forze dell’Ordine ed è candidato capolista a Milano con “Obiettivo Lombardia – Gori presidente”. E parla soprattutto della polizia locale, che deve trovare nuove condizioni operative ed essere maggiormente incentivata a livello economico.

PIU’ DOTAZIONI – Lo dice chiaro, Abagnale: “Ci vuole più attenzione e migliori dotazioni per i nostri ghisa, e non solo. Il nuovo comandante Ciacci ha già iniziato un lavoro importante di ricostruzione, ma c’è ancora tanto da fare”. In particolare, servono tutele diverse perché i ghisa: “non possono essere considerati impiegati pubblici come tutti gli altri perché fanno un lavoro ad alto rischio; e poi perché è assurdo mandare in giro della gente che non ha adeguate dotazioni e un’assicurazione ridicola che li copre solo quando sono in bicicletta”. Cioè? “Appena smontano non sono più tutelati: in questo modo, come si può pretendere che lavorino con tranquillità e serenità?”.

In effetti i problemi sul piatto non sono pochi. Secondo l’ADPL, Associazione Diritti e Protezione dei Lavoratori,  la Legge Brunetta con l’articolo 47/bis aveva previsto che, al di là dei rinnovi a scadenza dei contratti collettivi di lavoro, ogni ente pubblico avrebbe dovuto elargire un’anticipazione su quelli che potevano essere gli aumenti previsti dai rinnovi. Bene, dal 2009 non c’è stato nessun rinnovo e i Comuni, tra cui quello di Milano, hanno applicato gli Accordi del ‘93 ed hanno erogato un indennizzo da 13 euro. Invece avrebbero già potuto dare un anticipo di contrattazione, in attesa dell’aumento medio da 85€ che è previsto dal 1° gennaio di quest’anno.

L’ECCESSO DI POTERE DEGLI AUSILIARI – E adesso le cose si sono complicate ancora. Lo spiega Paola Barile, candidata di “Obiettivo Lombardia – Gori presidente”: “io stessa, come cittadina assieme alla ADPL, stiamo valutando di presentare un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti dei responsabili, per le sanzioni elevate illegittimamente dal personale dell’ATM, ovvero fuori dalle strisce blu”, a tutela di tutti i cittadini, vessati da tali sanzioni. Infatti la legge Bassanini, all’art 17, stabilisce che gli ausiliari della sosta possono emettere le multe solamente nelle aree date in concessione. Barile incalza: “nonostante la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, numero 2973/2016, che conferma la validità del dettato della legge Bassanini, la dirigenza dell’ATM continua ad ignorarla”. 

MENO SICUREZZA – Non è tutto. Secondo Abagnale: “Le precedenti amministrazioni avevano imposto una copertura tale da permettere che il vigile di quartiere, avendo un’area relativamente più piccola sotto controllo, fosse conosciuto da tutti. Ora le cose sono cambiate e non c’è più quel rapporto diretto. E poi sono stati chiusi presidi periferici che erano utili, come Rogoredo o Ponte Lambro e Stadera”. Non solo: “Non si arriva alla media di due pattuglie per zona: lavoro inutile e inconsistente non per colpa degli operatori, ma del sistema. Bisogna organizzare un controllo del territorio e non ricorrere a palliativi per salvare la faccia e illudere i cittadini”.

ASSICURAZIONE? VEDREMO – Resta infine il problema dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro. I ghisa hanno scoperto dopo la morte del collega Nicolò Savarino, ucciso in servizio nel 2012, che la loro assicurazione li copre solo quando sono in servizio in bicicletta. Se smontano dalla bicicletta la copertura non c’è. Per Abagnale: “Chi fa un lavoro ad alto rischio dev’essere tutelato, come devono essere tutelati tutti i lavoratori. È chiaro che il personale di polizia locale, che ha un’alta percentuale di rischio sul lavoro, se si fa male per motivi di servizio, dev’essere tutelato e pagato come avviene per tutte le altre forze di polizia. Perché fa un’attività assimilabile”, conclude.

Domenico Cameccia