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Milano
Poste: confermata la chiusura di 65 uffici. Ira Cgil e... Lega nord
fabrizio cecchetti

Nell’incontro che si è tenuto il 2 febbraio, la Direzione regionale delle Poste Italiane, ha confermato la chiusura di 65 uffici postali e la razionalizzazione di altri 120 (uffici che rimarranno aperti solo due giorni alla settimana). "Sulla base di una valutazione puramente economica saranno chiusi e ridimensionati uffici collocati in territori a bassa densità abitativa ed in zone già penalizzate da interventi simili negli anni precedenti. Chi ne farà le spese sarà una popolazione già disagiata, in buona parte composta da persone anziane che vivono già una situazione di difficoltà, in un territorio in buona parte montano con tutti i problemi che né derivano (dai trasporti alla sanità)": lo afferma Slc Cgil Lombardia che prosegue: "Così come già a livello nazionale, diamo un giudizio fortemente negativo di questo Piano, per le ricadute occupazionali che comporta e per il peggioramento del Servizio Universale che Poste dovrebbe garantire soprattutto nei confronti di una popolazione già svantaggiata. Non vorremmo che questo sia un primo prezzo da pagare sull’altare della privatizzazione. Per queste ragioni Slc CgilL della Lombardia ha sollecitato un intervento dell’Associazione dei Comuni Lombardi e della Regione Lombardia perché si avvii un confronto tra tutte le parti per discutere e trovare soluzioni alle problematiche sopra esposte".

Critico anche il vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) che ha annunciato la presentazione di una mozione urgente: "Nonostante i forti dubbi e le proteste anche sindacali per le preoccupanti ricadute sull’occupazione che potrebbero esserci – ha detto Cecchetti – pare che le Poste lombarde  vogliano andare avanti spedite sull’attuazione del progetto di ridimensionamento. A questo punto credo che sia urgente una presa di posizione del parlamento lombardo: chiudere gli sportelli o limitarne le aperture, soprattutto quando questi uffici sono periferici, vuol dire – ha aggiunto ancora Cecchetti - negare un servizio che è importante e al tempo stesso gettare nel disagio più assoluto le persone più deboli, soprattutto quelle anziane”.

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postececchetti







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