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Prima grana giudiziaria per Vannacci: il responsabile milanese di Futuro Nazionale indagato per una truffa da 30 milioni

Luca Carleo, appena nominato responsabile vicario del partito in Lombardia, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Milano sul gruppo Ops. Dopo la notizia delle indagini ha lasciato l’incarico

Prima grana giudiziaria per Vannacci: il responsabile milanese di Futuro Nazionale indagato per una truffa da 30 milioni

Prima grana giudiziaria per Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Luca Carleo, dirigente milanese del movimento e amministratore di alcune società del gruppo Ops, è tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano su presunte frodi nel mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro. Carleo era stato nominato appena il giorno precedente responsabile vicario di Futuro Nazionale in Lombardia, con delega alla Città metropolitana di Milano. A poche ore dalla diffusione della notizia del suo coinvolgimento nell’indagine, ha però rassegnato le dimissioni dall’incarico, secondo quanto riferito da fonti del partito.

L’inchiesta sul gruppo Ops

L’indagine milanese riguarda le attività delle società del gruppo Ops, amministrate, tra gli altri, da Carleo e da Ciro Di Meglio. La Guardia di finanza ha eseguito nei confronti degli indagati un decreto di perquisizione, con il sequestro di dispositivi informatici, azioni e quote societarie. Per Carleo, Di Meglio e altri otto indagati la Procura ha inoltre avanzato richieste di misure cautelari. Il giudice per le indagini preliminari dovrà pronunciarsi dopo lo svolgimento degli interrogatori preventivi. Le accuse contestate a vario titolo comprendono anche l’ipotesi di manipolazione del mercato. Secondo l’impostazione degli inquirenti, ancora da verificare nel corso del procedimento, sarebbe stato il “duo Di Meglio-Carleo” a definire le strategie attraverso le quali ottenere profitti personali a danno degli investitori e del mercato.

Negli atti dell’inchiesta, secondo quanto riferisce l’Ansa, i pubblici ministeri attribuiscono a Carleo e Di Meglio le decisioni operative e la gestione delle risorse finanziarie finite sotto la lente degli investigatori. Tra gli elementi raccolti figura un’intercettazione del 30 gennaio scorso nella quale Di Meglio avrebbe rivendicato la gestione delle casse societarie. In un’altra conversazione Carleo avrebbe invece discusso la possibilità di far confluire gli asset in difficoltà all’interno di una “bad company”, affermando: “A quel punto buttiamo dentro tutto”.

Le dimissioni da Futuro Nazionale dopo appena un giorno dalla nomina

La nomina di Carleo ai vertici lombardi di Futuro Nazionale era stata ufficializzata soltanto martedì. Il dirigente avrebbe dovuto affiancare il coordinamento regionale del movimento e seguire direttamente il radicamento del partito nell’area metropolitana milanese. L’emergere dell’inchiesta ha però costretto il partito di Vannacci ad affrontare immediatamente un caso politicamente delicato. Carleo ha lasciato l’incarico a meno di ventiquattr’ore dalla nomina, mentre l’indagine della Procura di Milano prosegue e tutte le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.