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Milano
Professoressa "anti-gay" al Leonardo da Vinci: bufera Pd-Ncd

Diventa inevitabilmente anche una questione politica, dopo la risonanza avuta dai media, la vicenda dell'insegnante del licelo Leonardo da Vinci, che con un messaggio pubblico su una bacheca della scuola, appellandosi alla "libertà di pensiero" molto spesso evocata dopo la strage presso la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, ha voluto dire la sua sul tema delle relazioni interpersonali. Caratteristiche «profonde oggettive e insopprimibili», scrive «"differenziano in modo netto quella tra un uomo e una donna da tutte le altre possibili relazioni interpersonali". Quindi sottolinea «l’unicità/peculiarità/diversità della relazione eterosessuale», per poi concludere: "Immaginare e, ancor più, imporre un’uguaglianza, là dove uguaglianza non c’è, risulta quindi una scelta priva di qualunque riscontro con la realtà".

Immediate le reazioni a caldo degli studenti, tra i quali anche un ragazzo gay, mentre i vertici del liceo hanno scelto di non intervenire . Ha invece espresso un duro giudizio il consigliere comunale del Pd Rosaria Iardino, che ha manifestato sconcerto per il pensiero della professoressa e soddisfazione per gli studenti che le hanno risposto per le rime. "Il fatto accaduto al liceo Da Vinci invita a riflettere. Se esiste tra il corpo docente di quella scuola chi pensa che un omosessuale sia una persona che vive innaturalmente, ritengo particolarmente utile da quelle parti un corso rivolto a spiegare chi sia in realtà un gay. Dal canto mio agirò presso le strutture competenti per andare in fondo all’episodio occorso, sino a chiedere al Ministero di avviare un’azione di ispezione all’interno del Liceo Leonardo da Vinci. Sarà invece opportuno accelerare, nell’ambito delle scuole di competenza del Comune di Milano, l’avviamento del progetto 'Educare alla diversità', per evitare che il morbo dell’ignoranza, denunciato dalla professoressa in forza al prestigioso liceo milanese, si diffonda ad altre strutture scolastiche".

Opposta la posizione di Nicolò Mardegan, coordinatore cittadino del Nuovo centrodestra: "La mia piena solidarietà alla professoressa del Liceo Leonardo Da Vinci attaccata dai collettivi di sinistra e dalle solite associazioni ideologiche per aver semplicemente ricordato che 'l’unica relazione in grado di generare la vita è quella tra uomo e donna. Il matrimonio è il riconoscimento giuridico di questa relazione'. Spiace ricordare, soprattutto alla sinistra che si erge in difesa delle diritti civili ma poi vuole tappare la bocca ad una professoressa che esprime una verità biologica. Sarò felice di invitarla ad un confronto sul valore della famiglia a Milano e su quali servizi incrementare nella Milano del 2016. Ringrazio anche il vice preside per non essersi piegato al ricatto dei violenti ma per aver difeso la libertà di opinione.Non sono in discussione i diritti civili, ma chi insiste in maniera ideologica nell’equiparare i legami eterosessuali con quelli omosessuali non rende un buon servizio alla causa, essendo ben chiare a tutti e oggettive le differenze. Lavoriamo sui diritti, ma smettiamola di negare l’evidenza e bene ha fatto la professoressa a ricordarlo. Oggi sembra che la verità millenaria della natura sia diventata trasgressiva”.

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