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Milano
Regione, vittoria M5S: referendum con voto elettronico

I cittadini lombardi potranno esprimersi nei referendum consultivi con il voto elettronico. Il Consiglio regionale ha infatti approvato oggi la modifica alla legge 34 (relatrice Iolanda Nanni del Movimento 5 Stelle) che introduce le modalità informatizzate nelle consultazioni popolari e che vede la Lombardia – come è stato sottolineato in Aula da più forze politiche – apripista a livello nazionale nell’utilizzo del voto telematico. “Questo meccanismo – ha sottolineato la relatrice Nanni – consente maggiore economicità, più partecipazione e condivisione da parte dei cittadini. E’ un sistema moderno ed efficiente”. Il provvedimento è stato approvato con il sì di tutta la maggioranza di centro destra e con i voti di Movimento 5 Stelle e Patto Civico. Non ha partecipato al voto il Pd, in dissenso con un provvedimento definito  dal capogruppo Enrico Brambilla “di evidente strumentalità politica  e non accompagnato da una chiara norma finanziaria”.

La nuova legge approvata dispone che in ogni seggio elettorale sia presente almeno un apparecchio per il voto elettronico collocato in modo tale da garantire segretezza e personalità del voto. Ciascun apparecchio dovrà poi essere dotato di un meccanismo che può consentire anche l’eventuale stampa su carta del voto espresso elettronicamente, nonché di un’urna nella quale le schede cartacee possono essere depositate automaticamente dopo il voto. In ogni Comune saranno sorteggiate le sezioni in cui oltre al voto elettronico  deve essere affiancata anche la stampa dello stesso e che dovranno essere almeno il 25% degli elettori aventi diritto al voto. Rispetto al testo uscito dalla Commissione, un emendamento presentato in Aula dal sottosegretario Ugo Parolo apre la possibilità di indire il referendum, oltre che nel periodo  aprile-giugno, anche tra settembre e novembre. Il termine per  il Presidente della Giunta per indire il referendum  viene ridefinito in “entro 18 mesi dalla deliberazione del Consiglio regionale”.

Durante il dibattito sono intervenuti Carolina Toia (Lista Maroni), Stefano Carugo (NCD), Fabio Pizzul (PD) Dario Violi (M5S), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), Roberto Bruni (Patto Civico), Massimiliano Romeo (Lega Nord) , Claudio Pedrazzini (Forza Italia), Enrico Brambilla (PD), Stefano Bruno Galli (Lista Maroni) e Umberto Ambrosoli (Patto Civico). Le forze di centrodestra e i consiglieri del Movimento 5 Stelle in quasi tutti gli interventi hanno sottolineato “l’innovazione del sistema che garantisce economicità e al tempo stesso amplia la platea della partecipazione democratica diretta dei cittadini, ponendo la Lombardia ancora come Regione di eccellenza in un campo dove il voto elettronico non è ancora stato adottato”. Il PD ha evidenziato più volte “la strumentalità politica del provvedimento, diventato evidente proprio in questi giorni con l’avvicinarci del referendum consultivo che si vuole indire per chiedere maggiore autonomia regionale”. Umberto Ambrosoli del Patto Civico si è espresso per il referendum elettronico “ma – ha detto – è importante che gli strumenti di partecipazione diretta non vengano piegati alle  logiche strumentali”.

Durante una conferenza stampa a Palazzo Pirelli, poi, il consigliere lombardo del M5S, Stefano Buffagni, ha spiegato che "non c'e' un dettaglio di quanto si puo' risparmiare" con il voto elettronico, tuttavia "secondo una stima fatta dagli uffici tecnici della Regione, assieme a noi, i costi dovrebbero essere dimezzati" e, nel caso del referendum, "passare da 30 a 15 milioni di euro". Inoltre, rispetto al testo della proposta di referendum per una maggiore autonomia della Lombardia uscito dalla commissione, un emendamento presentato in aula dal sottosegretario della giunta Ugo Parolo apre la possibilita' di indire il referendum consultivo, oltre che nel periodo aprile-giugno, anche tra settembre e novembre. Il termine per il presidente della giunta per indire il referendum, dunque, viene ridefinito: "entro 18 mesi dalla deliberazione del Consiglio regionale".

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