di Fabio Massa
Tempo di nomine in Regione Lombardia. Ormai Roberto Maroni, come ha anticipato Affaritaliani.it, ha messo sul tavolo l’assessorato alla Sanità. Andrà a Forza Italia, come definito, stante anche la riduzione di potere consiliare di Ncd, che – quando Mario Melazzini, nominato alla presidenza dell’Agenzia del Farmaco, si dimetterà – perderà un ulteriore rappresentante nell’assise regionale dopo aver perso Stefano Carugo.
Quindi, un assessore in più agli azzurri. Ma sarà un vero assessorato? Per la parte di “responsabilità” politiche, ovviamente sì. Maroni ha imparato dal caso Rizzi molto bene il peso della Sanità. Non è un caso che quando c’era Formigoni l’assessore alla sanità era un leghista. Piccole precauzioni. Quello che però, secondo quanto risulta ad Affari, è sfuggito ai più, è che il bilancio della sanità, e quindi i capitoli di spesa, che sono la parte “operativa”, sono rimasti e rimarranno in capo alla presidenza. Insomma, qualcuno si prenderà le responsabilità politiche, ma i soldi rimarranno sempre e comunque a disposizione di qualcun altro, ovvero la struttura di Presidenza.
C’è di più. Perché pare proprio che negli ultimi tempi regni anche il malumore tra i sottosegretari. Pare infatti che l’ufficio dello staff del governatore abbia ancora più fondi, a scapito dei sottosegretari che invece hanno avuto decurtazioni molto forti. Insomma, il punto è quello solito: follow the money. Soprattutto quando ci si accinge a governare senza averne in tasca.
@FabioAMassa
fabio.massa@affaritaliani.it

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