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Milano
Lombardia, sì al referendum sull'autonomia. Maroni: "Unica via per tenerci i nostri soldi"

Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di referendum consultivo per una maggiore autonomia della Lombardia, in base all'articolo 116 terzo comma della Costituzione. Per passare il provvedimento doveva incassare i 2/3 dei voti dell'aula e a favore hanno votato 58 consiglieri (Forza Italia, Lega Nord, Ncd, Lista Maroni, Fratelli d'Italia, Partito Pensionati, Movimento 5 Stelle e Corrado Tomasi del Pd), contrari 20 (Pd e Patto civico). Il quesito recita: "Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unita' nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione?"

Inizialmente la proposta della Lega Nord chiedeva lo Statuto speciale, mentre quella del Movimento 5 Stelle una maggiore autonomia. Poi la commissione Affari istituzionali del Pirellone ha insediato un tavolo di lavoro, che ha cercato di elaborare un quesito che non andasse incontro a rilievi di costituzionalita' e che potesse essere ampiamente condiviso. Un percorso che alla fine ha portato a una proposta sostanzialmente in linea con quella iniziale dei pentastellati. Il capogruppo del Pd Enrico Brambilla, dopo un'ora di sospensione dei lavori, ha proposto in aula "un percorso diverso" da quello del referendum e cioe' "votare una risoluzione in Consiglio regionale" che "definisca i contenuti sui quali aprire un tavolo d'intesa con il governo" per chiedere maggiore autonomia su alcune materie. E "se questa intesa non dovesse produrre gli effetti auspicati" allora "sara' utile chiedere il referendum".

Nella sua replica il governatore Roberto Maroni, pur "apprezzando la disponibilita' di collaborazione del Pd per dare maggiore autonomia alla Lombardia", ha bocciato la proposta. Il presidente lombardo, che ha spiegato di aver sentito gli uffici legislativi della Regione in merito, ha sottolineato infatti che se la "trattativa con il governo" dovesse fallire allora il referendum rischierebbe di essere "inammissibile oltre che inutile". Secondo Maroni il referendum e' "l'unica via per ottenere maggiore autonomia e maggiori risorse, e' l'unica via per tenerci i nostri soldi e per questo sono convinto che tutto il popolo lombardo lo sosterra'". Da parte sua il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Ncd), ha spiegato: "Grazie ad un lavoro di mediazione e di confronto, in questi mesi siamo passati dalla richiesta un po' ideologica e generica di indipendenza, alla richiesta piu' giustificata di un'autonomia speciale per approdare ad un lavoro di merito, utile a individuare funzioni e competenze rispetto alle quali intendiamo chiedere piu' autonomia nelle forme previste dalla Costituzione". Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Fiasconaro, ha sottolineato: "Con il referendum vogliamo dare le chiavi della Lombardia ai cittadini lombardi in modo da decidere assieme a loro come guidare la nostra Regione. Il Pd ci accusa di essere la stampella di Maroni, ma non c'e' nulla di piu' falso". Perche', come ha aggiunto il consigliere M5S Dario Violi, "anche Maroni ha detto che il quesito referendario e' quello proposto dal Movimento 5 Stelle"

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