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Milano

Poco più di un milione di euro spesi, in un anno, tra ristoranti, alberghi, viaggi, tablet e pc: soldi non dovuti che, ora, i consiglieri regionali dello scorso mandato dovranno restituire. L’analisi della sezione di controllo della Corte dei conti sulle spese del 2012 è stata minuziosa e ha messo in fila ogni scontrino e ricevuta presentati dai singoli consiglieri e dai gruppi di riferimento, arrivando a stabilire chi, e quanto, ha speso soldi pubblici senza averne diritto. Guida la classifica dei rimborsi non dovuti la Lega Nord, a cui vengono contestate spese per 597.525 euro in un solo anno; seguono il Pdl, con 297.721 euro, l’Udc con 48.886 euro, il Pd con 46.256 euro, l’Idv con 12.365 euro, Sel con 10.308 euro e, infine, il Partito pensionati (che conta un solo consigliere) con 827 euro.

Il totale delle spese dei sette gruppi per la comunicazione e il funzionamento, nello scorso anno, è stato di poco più di 3 milioni e 700mila euro (di dieci milioni, invece, è la cifra che comprende anche altre voci): di questi, quindi, poco meno di un quarto sono somme non dovute, secondo i magistrati, che hanno chiuso la prima
verifica sui conti del Pirellone, visto che questo tipo di controllo è stato introdotto da pochissimo, dopo aver dato la possibilità ad ogni partito di giustificare le spese sotto esame (e c’è chi l’ha fatto, tanto che non tutti i consiglieri dovranno rendere le cifre incassate).

Tra le irregolarità più evidenti trovate dai magistrati, le richieste di rimborsi sulle spese di viaggio e di ristorazione presentate da diversi consiglieri: spese già coperte dall’indennizzo forfettario e dalla diaria e che, quindi, i consiglieri non avrebbero dovuto mettere tra i rimborsi. Ma, tant’è: c’è chi ha provato a duplicare il rimborso (e magari, negli anni precedenti, ci è anche riuscito). Di fatto, quindi, i consiglieri della Lega hanno spese contestate per oltre la metà di quelle sostenute nel 2012, il Pdl per un quarto, il Pd per un ventesimo. Pranzi e cene in ristoranti, soprattutto in zona Pirellone — dall’ormai famoso ristorante sushi (tra i frequentatori abituali, l’ex consigliera Nicole Minetti, che ha una contestazione di 12mila euro) a Giannino — pernottamenti in alberghi di tutta la Lombardia (già coperti, come detto, dai rimborsi personali), computer portatili, gadget tecnologici, taxi, libri e riviste senza alcuna attinenza con i motivi di studio e lavoro dell’attività di consigliere.
 

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