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Milano
Retata a Milano, 32 persone in manette per la "droga intellettuale"

Analisti di laboratorio e insegnanti di sostegno, impiegati e studenti: categorie di insospettabili per una droga "insospettabile" e poco conosciuta in Italia,l'MDPV, che ha comunque causato l'arresto in flagranza di reato per 32 persone e la denuncia in stato di liberta' per altri 30, in tutto il territorio italiano. L'operazione "Easy Drugs" condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano, coordinati dal sostituto procuratore Adriana Blasco, inizia nell'ottobre dell'anno scorso dopo l'arresto di un tossicodipendente milanese 37enne, trovato in possesso di ben mezzo chilo della droga sintetica

Da qui, i carabinieri hanno avviato un'indagine che li ha portati a ricostruire un meccanismo estremamente efficace di approvvigionamento dello stupefacente: un sito, dal server domiciliato negli Usa e intestato a una societa' domiciliata alle Seychelles, consentiva al consumatore e allo spacciatore di rifornirsi con un semplice click. Il versamento del denaro avveniva su un conto domiciliato a Malta, ma i pacchi contenenti la droga arrivavano dalla Spagna, attraverso posta ordinaria o corriere: tutto perfettamente legale, dato che nella penisola iberica la sostanza non e' proibita, e tutto talmente semplice da battezzare una nuova generazione di "spacciatori della porta accanto", che ordinavano l'MDPV e lo spacciavano per arrotondare stipendi da gente comune, quasi senza rendersi conto di condurre un'attivita' da trafficanti.

L'MDPV e' una droga "intellettuale", che acuisce le capacita' di concentrazione e la socialita' e migliora anche le prestazioni sessuali, ma nasconde effetti devastanti: piu' potente delle cocaina e molto meno costosa - una dose sul sito internet costa 10 euro, ma in Italia veniva rivenduta a 50 - agisce direttamente sul sistema nervoso e sulle cellule cerebrali, di cui puo' causare la necrosi, ed e' talmente potente da poter causare la morte del consumatore, come avvenuto alcuni mesi fa a un maestro di musica di Cagliari. Adesso le 32 persone arrestate devono rispondere di spaccio, dato che ordinavano ingenti quantita' di sostanza e la rivendevano nel loro circolo di amicizie, mentre gli altri 30 denunciati in stato di liberta' sono stati segnalati come consumatori. Un metodo di spacciare agile, privo di vertici e organizzazione, quasi "smart", come le droghe che i 32 arrestati rivendevano in Italia.

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