di Lorenzo Zacchetti
Il Premio Marcello Meroni, giunto all’ottava edizione, si è ormai consolidato come un rito nel quale si ritrova la vasta comunità di alpinisti milanesi e lombardi. Sono diverse le ragioni che rendono speciale questo appuntamento. La prima è ovviamente legata al ricordo dell’istruttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio”: Meroni, fisico per professione e alpinista per passione, è scomparso il 14 dicembre del 2007, lasciando dietro di se’ un ricordo indelebile, legato alla passione con la quale viveva la montagna, ma soprattutto alla carica umana ed al carisma che spingono i membri della SEM (Scuola Escursionisti Milanesi, una sezione del Club Alpino Italiano) a ricordarlo con tanta partecipazione.
La seconda è insita in questa particolare disciplina, che da un lato richiede una costante applicazione, ma che dall’altro è in grado di affascinare anche chi non la pratica abitualmente. Poche immagini sono maggiormente evocative di una scalata, che facilmente diventa metafora del superamento delle difficoltà e delle asperità che caratterizza l’esperienza di ogni sportivo, a prescindere dal campo nel quale decide di cimentarsi. L’alpinismo è una magica avventura, a contatto con la natura, con la costante ricerca del superamento dei propri limiti ed in equilibrio tra la solitudine di una salita in solitaria e il gioco di squadra che rende interdipendenti i membri di una stessa cordata.
La terza ragione che, a mio personale avviso, rende unico il premio Marcello Meroni è la formula adottata dagli organizzatori della “Silvio Saglio”. Sulla base di un bando che viene emesso annualmente, le candidature vengono proposte da chiunque lo desideri. Oltre al premiato, c’è quindi la figura del “presentatore”, che illustra al pubblico le ragioni della sua scelta. L’assegnazione dei premi avviene su due livelli: c’è il pronunciamento della giuria, ma anche quello di chi assiste alla cerimonia e che può a sua volta esprimere un voto. Il premio prevede diverse categorie, che rispecchiano i valori incarnati da Marcello Meroni durante la sua (purtroppo breve) vita: alpinismo, solidarietà alpina, tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse montane, conoscenza e promozione della cultura alpina e alpinistica, scienza, didattica, storia e tradizioni della gente di montagna. Le candidature vanno quindi selezionate sulla base di elementi di originalità, valenza sociale, solidarietà, dedizione e particolari meriti etici e culturali.
Ciò fa sì che ogni edizione del premio Meroni sia l’occasione per conoscere storie di vita che lasciano a bocca aperta, per la straordinarietà di chi vi è coinvolto. Non ha certo fatto eccezione quella del 2015, che per la prima volta si è svolta nella Sala Alessi di Palazzo Marino, quasi a sottolineare la crescente rilevanza dell’iniziativa. Ad esempio, il premio per la solidarietà è stato assegnato ad Annalisa Fioretti, medico specializzato in patologie dell’apparato respiratorio, che nel corso della sua esperienza montana ha spesso usato le sue competenze professionali per salvare vite in pericolo. Nel 2015 si è prodigata per le vittime del terremoto di Kathmandu, dove si è trattenuta per diversi giorni proprio per prestare soccorso, visto che si trovava sul posto per scalare il Lhotse, la quarta vetta più alta del mondo con i suoi 8.516 metri. Un altro medico, Giuseppe Masera, ha invece avuto la menzione speciale per il suo progetto “A ciascuno il suo Everest”, con il quale ha avviato all’alpinismo diversi bambini guariti dalla leucemia o in fase di remissione della malattia. Uno di loro era presente a Palazzo Marino e dalle sue parole è emerso chiaramente come l’essere coinvolto dalla passione del suo medico sia stato un prezioso alleato nella sua lotta per la vita.
Nella categoria dedicata all’ambiente, il premio è stato assegnato all’associazione Mountain Wilderness, che dal 1987 si batte per la tutela degli incantevoli scenari messi a rischio dall’inquinamento e dal consumo di suolo, talvolta anche ricorrendo ad azioni spettacolari. Tutti i protagonisti del premio Meroni meritano di essere conosciuti più da vicino, cosa che peraltro potete fare facilmente, con un clic che vi guiderà ai premiati dell’edizione 2015 (http://www.caisem.org/pdf/premiomm2015/vincitori_premio_meroni_2015.pdf) o a tutti quelli degli anni precedenti (http://www.caisem.org/4s-premiomm2008.htm). Il significato profondo di questa iniziativa consiste nel promuovere i valori sportivi e umani che hanno caratterizzato il contributo di Marcello Meroni e che giorno per giorno vengono tramandati ai nuovi soci dal lavoro della Scuola Escursionisti Milanesi. Alla presidentessa del SEM Laura Posani ed alla coordinatrice del comitato organizzatore Nicla Diomede (quest’anno affiancata sul palco dal noto giornalista Marco Albino Ferrari) va riconosciuto il ruolo di pilastri di un progetto che certamente crescerà ulteriormente nei prossimi anni, grazie alle straordinarie emozioni che sa suscitare.








