A- A+
Milano
Rimborsopoli, chiesto rinvio a giudizio per 64 politici lombardi

Il pm di Milano Antonio Filippini ha chiesto al gup Fabrizio D'Arcangelo di rinviare a giudizio 64 politici lombardi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta 'rimborsopoli' lombarda. Sono (all'epoca dei fatti) 31 consiglieri del Pdl, 23 della Lega, 5 del Pd, due dell'Udc e uno ciascuno di Sel, Idv e Partito dei pensionati. Al centro dell'indagine migliaia di rimborsi chiesti e ottenuti dai politici tra il 2008 e il 2011 che avrebbero fatto uscire illegalmente dalle casse del Pirellone 2.941.721,29 euro.

"Qui la politica si fa nei ristoranti, mentre l'attivita' istituzionale dovrebbe farsi nei luoghi istituzionali". E' uno dei passaggi della discussione del pm di Milano Paolo Filippini nell'udienza preliminare a carico di 64 politici lombardi, tra ex consiglieri e assessori nell'ambito dell'inchiesta 'rimborsopoli'. Il rappresentante dell'accusa ha definito "non inerenti" le spese sostenute dai politici in quanto non rientranti tra le 'spese di rappresentanza' permesse dalla normativa in materia. "Questo non e' la Procura che lo afferma - ha detto Filippini - ma la giurisprudenza che ritiene queste spese non giustificate e riconducibili alla persona".

"La Cassazione - ha sottolineato il pm - prevede che la spesa pubblica vada giustificata ex ante e la mancanza di giustificazione implica che ogni tipo di spesa debba avere una propria autonoma giustificazione. Tutte le spese indicate nel capo di imputazione invece non hanno giustificazione e la mancanza di motivazione non puo' non essere vista come la volonta' opaca di approfittamento". Tra gli indagati figurano Renzo Bossi, figlio del senatur Umberto, che ha ottenuto rimborsi per 15.527,21 euro, per pagare anche una spremuta d'arancia e brioche farcite; l'ex capogruppo del Pdl Guido Boscagli che risponde delle ricariche di caffe' del distributore automatico dell'ufficio e del 'necrologio' della mamma di Silvio Berlusconi; Carlo Porcari, ex capogruppo del Pd, che ha liquidato spese con centinaia di commensali, ma anche chili di salami e cotechini.

Due imputati, tra i quali Guido Galperti, attuale deputato del Pd ed ex esponente dello stesso partito al Pirellone, hanno chiesto al gup di essere giudicati col rito abbreviato mentre altri due hanno chiesto di patteggiare (uno e' l'ex assessore lombardo del Pdl Franco Nicoli Cristiani). Oltre al pm Paolo (non Antonio, come scritto in precedenza, ndr) Filippini, oggi ha parlato anche il pm Antonio D'Alessio. I rappresentanti della pubblica accusa hanno insistito sull'esistenza di diverse condanne della Corte dei Conti a carico di consiglieri che hanno effettuato spese analoghe a quelle oggetto del procedimento milanese. La prossima udienza e' stata fissata al 9 marzo quando la parola passera' alle difese.

Tags:
rimborsopolipoliticaregione lombardiainchiesta







A2A
A2A
i blog di affari
Vaccini, a settembre in arrivo la terza dose: strumento della nuova normalità
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Due ori italiani a Tokyo 2020, ma “ex aequo” Tamberi (un po’) stonato
L'OPINIONE di Ernesto Vergani
Cassazione, trasferimenti immobiliari e crisi coniugali: la sentenza


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.