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Milano
Rinviato il convegno sulle famiglie gay: "Veto dei magistrati"

Ci sarebbero state 'pressioni' o 'veti' da parte di alcuni magistrati che ritenevano il parterre dei relatori troppo 'orientati a favore dei diritti delle famiglie omosessuali' alla base del rinvio del convegno sulla omogenitorialita' organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura in collaborazione con la Aiaf (associazione italiana degli avvocati per la la famiglia e i minori) che si sarebbe dovuto svolgere a Palazzo di Giustizia di Milano il 15 dicembre. A sostenerlo sono i magistrati di 'Area' (formazione che riunisce Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia) in una nota, dopo che Giuseppe Buffone, giudice civile e tra i promotori dell' incontro, ha inviato ai relatori una mail in cui li informava del rinvio al 27 febbraio. La data e' stata posticipata, spiega il magistrato, "in vista della riorganizzazione" dell' incontro, motivata dal 'serio interesse' espresso da 'alcuni colleghi' alla 'partecipazione ai lavori con l'obbiettivo di arricchire il seminario'.

Fin qui, la motivazione ufficiale. Ma c'e' una nota delle toghe di 'Area' dalla quale par di capire che lo scenario in cui e' maturata la decisione del rinvio del convegno intitolato 'La tutela dei diritti nelle famiglie omogenitoriali' non sia stato cosi' sereno. "Stupisce perche' - si legge nel documento - sembrerebbe in realta' originato dalla perplessita' di alcuni colleghi di Milano che avrebbero contestato i contenuti del convegno ritenendo che fosse troppo 'orientato' a favore dei diritti delle famiglie omosessuali. Se questo e' accaduto lo troviamo francamente preoccupante, anche per la storia del nostro distretto". Una rappresentante di Area Milano dice: "Le ragioni del rinvio sono risibili. In questi casi si invita piu' gente possibile per creare dibattito, ma certo non si rinvia un convegno". "Quello che e' certo - sottolinea uno dei relatori - e' che a Milano e' la prima volta che viene rinviato un convegno". "Se davvero ci fossero state queste pressioni sarei sbalordita - afferma l'avvocato Cinzia Calabrese, presidente di Aiaf Lombardia - questo e' un convegno di studio simile ad altri gia' organizzati altrove, l'ideologia non c'entra nulla". Secondo i rappresentanti della corrente, "e' impensabile - si legge ancora nella nota - che nella attivita' formativa, e in particolare in ambiti di cosi' assoluto rilievo, possano intervenire decisioni che suonano come veti o pressioni da parte di singoli o di gruppi di magistrati che in questo modo compromettono l'indipendenza della quale dovrebbe godere la Scuola della Magistratura". Tra i relatori figurano il Presidente del Tribunale di Bologna, Giuseppe Spadaro, firmatario di una sentenza con la quale nel 2013 una bambina venne affidata a una coppia omosessuale, lo psichiatra Vittorio Lingiardi, autore del saggio 'Citizen gay' e il giudice civile Olindo Canali che pure si e' espresso sulla materia del convegno con un paio di verdetti sul tema che suscitarono dibattito. "In realta' a Milano, a differenza che in altre citta' - spiega il giudice Buffone - non abbiamo ancora avuto casi relativi a famiglie omogenitoriali, ma questo convegno serve proprio a fare il punto".

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