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Rizzi a Direzione Nord: “Con il piano casa si apre una nuova stagione per l’edilizia pubblica”

Il presidente di Aler Milano evidenzia il cambio di passo del piano casa, la necessità di programmare gli interventi nel tempo e l’urgenza di una strategia condivisa tra istituzioni, privati e cooperative

Rizzi a Direzione Nord: “Con il piano casa si apre una nuova stagione per l’edilizia pubblica”

Il piano casa del governo può rappresentare «un cambio epocale» per l’edilizia residenziale pubblica, perché per la prima volta le risorse non si concentrano solo sugli immobili, ma direttamente sugli alloggi e quindi sulle persone. Lo ha dichiarato Alan Rizzi, presidente di Aler Milano, intervenendo a Futuro Direzione Nord nel panel “Casa, c’è ancora un mercato per i diritti?” assieme a Lucia Albano, sottosegretario al Mef, Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa del Comune di Milano, Luigi Borré, presidente di Near Spa Benefit, Filippo Catena, direttore Fondi Abitare e Rigenerazione CDP Real Asset, Vincenzo Barbieri, presidente LUM Libera Unione Mutualistica, Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit. Secondo Rizzi, a differenza di strumenti come Superbonus, Repower e Pinqua, pensati soprattutto per efficientamento energetico, cappotti e infissi, il nuovo piano ha una portata strutturale: “Con queste risorse noi andiamo a ristrutturare gli alloggi. È la prima volta“.

Programmazione decennale, “un’opportunità per le aziende”

Un altro elemento decisivo, ha sottolineato il presidente di Aler Milano, è la durata decennale del piano. Un aspetto che, pur criticato da alcuni, viene invece letto come un’opportunità: “Il fatto che si dia la possibilità di spalmare le risorse all’interno di più anni dà alle aziende una capacità che oggi non c’è: la programmazione“. Aler Milano, ha ricordato Rizzi, gestisce circa 60mila alloggi, 70mila vani e 10mila attività commerciali tra Milano e hinterland. “Noi siamo pronti”, ha assicurato, evidenziando però che il decreto dovrà ora affrontare il passaggio parlamentare, durante il quale potranno essere introdotte migliorie.

Partenariato pubblico-privato e fascia grigia: il ruolo della legge 16/16

Rizzi ha poi richiamato il tema del partenariato pubblico-privato, citando alcuni interventi già avviati, tra cui via Russoli con A2A e il progetto Lulli-Porpora, a pochi passi da piazzale Loreto. In questo quadro, ha rivendicato anche il valore della legge regionale 16 del 2016, che ha aperto spazi all’edilizia residenziale sociale per chi non rientra nell’edilizia pubblica tradizionale ma non riesce ad accedere al mercato privato. “La legge 16/16 ce la stanno copiando a livello nazionale”, ha affermato, ricordando il caso di un giovane infermiere del Besta che, grazie a un bando pubblico, ha ottenuto una casa pagando circa 450 euro al mese a fronte di uno stipendio di 1.500 euro.

L’appello a fare sistema: “Non più popolare, ma pubblico”

Infine, il presidente di Aler Milano ha insistito sulla necessità di superare una gestione “per comparti” dell’emergenza abitativa. “Bisogna fare sistema”, ha detto, richiamando il dialogo con Comune, istituzioni territoriali e mondo cooperativo. Secondo Rizzi, il tema non può più essere affrontato distinguendo rigidamente tra edilizia popolare, sociale e mercato libero: «Altrimenti c’è una fascia, quella più debole, che salta». I numeri, ha concluso, impongono una riflessione: nell’area metropolitana milanese la fascia Isee 0-16mila euro rappresenta il 23% della popolazione, mentre quella 16-40mila arriva al 50%; eppure il patrimonio Aler è destinato per il 95% alla prima fascia e solo per il 5% alla cosiddetta “fascia grigia”. “Il ragionamento da fare non è più popolare, ma pubblico”.