“Ogni vita merita rispetto. Siamo tutte gocce nello stesso oceano“. Mario Roggero si presenta così davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano, chiamati a decidere sulla richiesta di differimento della pena e, in subordine, di detenzione domiciliare avanzata dalla difesa. Il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l’assalto al suo negozio del 28 aprile 2021, ha reso dichiarazioni spontanee durante l’udienza. “In quell’occasione avrei potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”, ha detto Roggero riferendosi ai fatti per i quali è stato condannato.
“Ho avuto tempo di pensare”
Dopo circa due mesi di detenzione, Roggero è apparso dimagrito. Secondo quanto riferito dal suo avvocato Stefano Marcolini, avrebbe spiegato di avere “avuto tempo di pensare” e di avere avviato una rilettura critica di quanto accaduto. Il difensore parla di un “percorso di rivisitazione critica” della condotta tenuta quel giorno. Ma precisa anche un punto: Roggero non ha pronunciato né la parola “pentimento” né formulato scuse nei confronti delle vittime o dei loro familiari. “Sta prendendo coscienza di quanto è accaduto”, ha spiegato Marcolini al termine dell’udienza. “Siamo all’inizio di un percorso di revisione critica”.
Milano si riserva sulla richiesta della difesa
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano si è riservato sulla richiesta di differimento della pena e di detenzione domiciliare. La sostituta procuratrice generale Emma Gambardella ha chiesto che l’istanza venga dichiarata inammissibile, alla luce del fatto che sulle stesse questioni si è già pronunciato il Tribunale di Sorveglianza di Torino, che nei giorni scorsi ha respinto le richieste della difesa.
Marcolini sostiene invece che i giudici milanesi possano e debbano entrare nel merito. “Milano può e deve decidere sulla nostra richiesta”, ha affermato il legale, che ha contestato anche la decisione torinese perché, a suo giudizio, non avrebbe affrontato adeguatamente la domanda subordinata di detenzione domiciliare.
La difesa pronta al ricorso in Cassazione
La partita giudiziaria non si ferma comunque a Milano. Il difensore ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Torino, contestando in particolare un difetto di motivazione sul tema dei domiciliari. Sul tavolo resta inoltre la domanda di grazia presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Roggero, ha spiegato ancora Marcolini, mantiene comunque “un animo battagliero” e continua a credere che la giustizia possa ancora offrirgli una risposta favorevole. Ora la parola passa ai giudici milanesi, che dovranno decidere nei prossimi giorni.


