Avrebbe fatto di tutto perché la vittima non si salvasse. È questa la tesi della Procura di Milano nei confronti di Carmelo Cinturrino, l’ex assistente capo ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. Secondo gli inquirenti, dopo aver sparato un colpo alla testa da una distanza di circa 30 metri, Cinturrino avrebbe atteso che il pusher morisse a terra prima di allertare i soccorsi. Un’attesa che, stando a quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe stata anche più lunga rispetto ai 22-23 minuti inizialmente stimati.
Nel frattempo, sempre secondo la Procura, avrebbe organizzato una messinscena insieme ai colleghi — oggi a loro volta indagati — posizionando una pistola finta accanto al corpo per sostenere la versione della legittima difesa. Non solo: il corpo di Mansouri sarebbe stato girato a pancia in su per simulare un colpo frontale, e non esploso mentre la vittima stava fuggendo.
Il nuovo elemento al Riesame: “Finestra temporale più ampia”
Il dato della finestra temporale più ampia, come riporta il quotidiano Il Giorno, è stato portato ieri dal pm Giovanni Tarzia davanti al Tribunale del Riesame, chiamato a decidere sulla richiesta di arresti domiciliari per Cinturrino. I giudici si pronunceranno entro cinque giorni. Nel corso dell’udienza, Cinturrino ha rilasciato dichiarazioni spontanee ribadendo la sua versione dei fatti, già espressa in precedenza. La strategia difensiva punta a mettere in discussione le testimonianze di pusher e tossicodipendenti che lo accusano anche di aver chiesto denaro o trattenuto droga.
“Cinturrino era il nemico pubblico della piazza di spaccio – ha spiegato l’avvocato Davide Giuseppe Giugno, che lo assiste con il collega Marco Bianucci – e alcune dichiarazioni andrebbero pesate e inserite nel contesto. È molto provato e consapevole della gravità dei fatti, ma soprattutto dispiaciuto per la perdita di una vita umana”.
La versione dei legali di Cinturrino: “Ho sparato per paura”
Il 41enne, detenuto dal 23 febbraio, ha sostenuto davanti ai giudici di aver sparato perché “avevo paura” e perché quella “è una zona pericolosa della città”. La stessa paura, a suo dire, lo avrebbe spinto a non chiamare subito i soccorsi e a posizionare una pistola accanto al corpo. “Non avevo alcun rapporto con lui – ha dichiarato – lo conoscevo solo per la sua foto segnaletica. La sua morte è stata una tragica fatalità”.
Nuovo blitz a Rogoredo, uomo si lancia sui binari
Intanto, nel pomeriggio di ieri, è stato effettuato un nuovo servizio straordinario interforze nell’area di Rogoredo, il primo dopo l’omicidio Mansouri, con interventi mirati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, dell’illegalità diffusa e alla tutela del decoro urbano.
L’operazione ha visto l’impiego coordinato di 286 operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali di Milano e San Donato Milanese, con controlli concentrati nell’area boschiva, nella stazione ferroviaria, alla fermata della metropolitana M3 e nelle zone limitrofe, attraverso 21 posti di controllo. Nel corso delle attività sono state identificate 1.190 persone e controllati 393 veicoli, di cui 21 sanzionati. Quattro persone sono state arrestate per reati contro il patrimonio o legati agli stupefacenti, mentre altre 10 sono state denunciate in stato di libertà. Emessi anche 16 ordini di allontanamento e accompagnati 11 cittadini stranieri in Questura per l’identificazione.
Sequestrati ingenti quantitativi di droga, denaro contante e circa 470 chilogrammi di alimenti. Sul fronte del territorio, sono stati controllati 34 esercizi commerciali, con 12 sanzioni amministrative, mentre AMSA ha rimosso masserizie e arredi per un totale di circa 2.500 chilogrammi di rifiuti. Durante il blitz, poco prima delle 17, un uomo non ancora identificato si è inoltre lanciato sui binari mentre stava arrivando un treno dell’Alta velocità in stazione: le immagini delle telecamere hanno confermato il gesto volontario, avvenuto in un punto non interessato in quel momento dai controlli.

