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Il Collegio Consultivo Tecnico nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici: l’intervista al Presidente ANCE Brindisi, Angelo Contessa

Contessa (ANCE Brindisi): “Il CCT nasce con una funzione chiaramente deflattiva del contenzioso, ma anche come strumento di supporto tecnico-operativo durante l’esecuzione dei lavori”

Il Collegio Consultivo Tecnico nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici: l’intervista al Presidente ANCE Brindisi, Angelo Contessa
Angelo Contessa, ANCE Brindisi

Angelo Contessa raconta il quadro del nuovo Codice dei Contratti Pubblici: il CCT rappresenta uno degli strumenti più innovativi e strategici introdotti dal legislatore

Inserito tra i rimedi alternativi al contenzioso (art. 215 del Codice), il CCT è stato fortemente voluto per garantire maggiore efficienza, tempestività e certezza nell’esecuzione dei contratti pubblici. Ne parliamo con Angelo Contessa, Presidente di ANCE Brindisi.

Presidente Contessa, il Collegio Consultivo Tecnico è stato definito uno degli strumenti più innovativi del nuovo Codice. Qual è, a suo avviso, la sua reale funzione nel sistema degli appalti pubblici?

Il CCT nasce con una funzione chiaramente deflattiva del contenzioso, ma anche come strumento di supporto tecnico-operativo durante l’esecuzione dei lavori, in grado di prevenire conflitti prima che degenerino in controversie giudiziarie“.

Il legislatore ha fortemente voluto questo istituto. Quali esigenze ha inteso soddisfare?

L’obiettivo è stato quello di rispondere a criticità storiche del settore: tempi lunghi, blocchi dei cantieri e contenziosi seriali. Il CCT si inserisce in una logica coerente con il principio del risultato e dell’efficienza amministrativa, mirando a garantire continuità nell’esecuzione delle opere pubbliche“.

In che modo il CCT supporta concretamente le stazioni appaltanti e, in particolare, i RUP?

Il Collegio affianca il Responsabile Unico del Progetto (RUP) nelle fasi più delicate dell’esecuzione, fornendo pareri tecnici qualificati e soluzioni rapide. Questo supporto è fondamentale per il RUP, che spesso si trova a dover assumere decisioni complesse con elevati profili di responsabilità“.

Quanto è importante il requisito della terzietà del Collegio?

È un elemento essenziale e imprescindibile. Il CCT deve essere: terzo, quindi indipendente rispetto alle parti; competente, con professionalità tecniche e giuridiche adeguate; autorevole, per garantire che le determinazioni siano effettivamente rispettate. Solo così può svolgere efficacemente la sua funzione di prevenzione del contenzioso“.

Ritiene che il sistema stia recependo correttamente lo spirito della norma?

C’è ancora margine di miglioramento. In alcuni casi il CCT è visto come un adempimento formale, mentre dovrebbe essere valorizzato come uno strumento strategico di gestione del contratto. Serve un cambio culturale, oltre che organizzativo. È fondamentale, inoltre, ribadire che il Collegio Consultivo Tecnico non può e non deve essere interpretato come uno strumento di tutela dell’amministrazione, ma deve operare come organismo terzo, imparziale e competente, nell’interesse dell’equilibrio contrattuale e della corretta esecuzione dell’opera“.

Quali sono le criticità applicative che riscontra oggi?

Le principali riguardano: la tempestiva costituzione del Collegio; la selezione di membri realmente qualificati; una non sempre chiara comprensione del suo ruolo da parte degli operatori“.

Qual è il messaggio che ANCE Brindisi vuole lanciare agli operatori del settore?

Il CCT non è un costo, ma un investimento in efficienza. Se correttamente utilizzato, consente di evitare ritardi, contenziosi e maggiori oneri economici, contribuendo alla buona riuscita delle opere pubbliche. Il Collegio Consultivo Tecnico si configura dunque come uno strumento chiave per una moderna gestione degli appalti pubblici: prevenzione del contenzioso, supporto decisionale e garanzia di continuità operativa“.