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Milano
Rom, parte (tra le polemiche) la raccolta firme per il riconoscimento della minoranza
rom sinti

“L’associazione Enzo Tortora Radicali Milano è mobilitata per il successo della Giornata internazionale del popolo rom e Sinto, che si terrà in tutto il mondo mercoledì 8 aprile, e per raggiungere l’obiettivo della presentazione in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare che riconosca la minoranza Rom e Sinta presente in Italia, come già fatto con tutte le altre minoranze": così Manlio Mele e Lorenzo Lipparini dei Radicali Milano. Che proseguono: "Questa proposta di legge, oltre a conformarsi a quanto previsto dagli articoli 3 e 6 della Costituzione, attua anche quanto previsto dalla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’europa, entrata in vigore nel nostro paese a partire dal marzo 1998 ed ancora disattesa proprio in riferimento ai Rom ed ai Sinti. La campagna di raccolta firme ha come obiettivo la raccolta, entro l’estate, di 50mila sottoscrizioni di cittadini. Un obiettivo tutt’altro che scontato, considerato che, nonostante le divisioni e il forte conflitto politico, gli atteggiamenti più o meno consapevoli di discriminazione nei confronti di rom e sinti sono abbracciati da una ampia maggioranza di cittadini e di istituzioni. Un percorso di convivenza e rispetto non può che partire dalla mutua conoscenza e riconoscimento, a partire dalla legge dello Stato. Come Radicali ci siamo sempre occupati dei diritti degli ultimi, oggi questa sfida passa necessariamente da qui". La raccolta firme parte mercoledì 8 aprile: alla campagna partecipano gli assessori comunali Marco Granelli (sicurezza) e Pierfrancesco Majorino (politiche sociali), il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, Dijana Pavlovic del Comitato promotore nazionale e gli esponenti delle associazioni aderenti. Per i Radicali sarà presente Manlio Mele.

L'iniziativa è stata accolta polemicamente dal Nuovo Centro destra. Così il coordinatore cittadino Nicolò Mardegan: “Perché i radicali non vanno a raccogliere le firme per il riconoscimento della minoranza rom in qualche periferia di Milano, magari nelle case popolari? Potrebbero approfittarne per dedicare un po’ del loro tempo alle famiglie, italiane e non, che ogni giorno fanno i conti con il racket dell’abusivismo e lottano per vedersi riconosciuto il diritto alla casa e a una vita tranquilla. Io dico che anziché 50mila firme per i rom, raccoglierebbero 50mila insulti. Chi ha responsabilità di governo della città, come nel caso dei radicali che governano con Pisapia, farebbe meglio a lavorare per garantire la legalità e difendere chi ne ha diritto, piuttosto che pensare a una finta integrazione fatta solo di diritti e zero doveri”.

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