Il sindaco di Milano Beppe Sala contro l’idea del segretario Pd Matteo Renzi di andare al voto a giugno: “Alle urne nel 2018”
“Forte è la spinta affinché tutto precipiti al più presto verso una nuova competizione elettorale. Ebbene, io non credo che questa sia una scelta né scontata né opportuna”: con queste parole il sindaco di Milano Beppe Sala si smarca dalla linea dettata dal segretario del Pd Matteo Renzi, che punta al voto entro il prossimo giugno. Con una lettera al Corriere, il primo cittadino milanese spiega: “Il centrosinistra ha bisogno di un robusto momento di riflessione, anche per ritrovare il senso di una proposta di “cambiamento’’ che Renzi ha interpretato con coraggio”. L’esito del voto referendario sulla costituzione non può insomma essere ignorato per Sala, che riconosce come quel giorno “qualcosa si è rotto”. L’invito del sindaco al centrosinistra è di lavorare per la campagna elettorale del 2018. E, nel frattempo, promulgare una legge che chiarisca contorni e identità della Città metropolitana ed una nuova legge elettorale “capace di aggregare, non di dividere”.
Le parole di Sala sono state commentate dal segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati, il cui pensiero si rivela più vcino a quello di Renzi: “Meglio votare nel 2018 per non penalizzare Milano? È finito un percorso riformista con la bocciatura del referendum. Ma l’Italia può avere maggior forza a livello europeo nel momento in cui sarà chiaro il percorso e la leadership politica che dovrà guidarlo. Non è detto che questo obiettivo si realizzi attendendo che la legislatura arrivi al 2018”.
La lettera di Sala è stata commentata anche dal segretario della Lega Matteo Salvini:, rammaricato che “Sala perda tempo a scrivere una lettera in cui parla di legge elettorale e dei problemi interni al centrosinistra invece di occuparsi dei problemi di Milano”. “Sala ha realizzato un parricidio, come Bruto con Giulio Cesare: non sarebbe mai diventato sindaco senza Renzi. Il sindaco ha tradito il leader del Pd”, commenta il capogruppo della Lega in consiglio Alessandro Morelli. In casa Forza Italia, la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini commenta invece: “Quella di Sala è una lettera piena di spunti di buon senso, che vanno anche nella direzione di quanto detto dal presidente Berlusconi: andare al voto solo dopo avere trovato un sistema elettorale omogeneo”.

