Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Sala: “Milano antipatica? No,orgogliosa. Più case, meno auto. E i migranti…”

Sala: “Milano antipatica? No,orgogliosa. Più case, meno auto. E i migranti…”

Il sindaco Bepe Sala a 360 gradi: “Priorità del prossimo decennio urbanistica, mobilità e verde. Migranti, no a slogan. Si a più case per i giovani, meno auto”

Sala: “Milano antipatica? No,orgogliosa. Più case, meno auto. E i migranti…”
Beppe Sala

Sala: “Milano antipatica? No, orgogliosa. Più case ma meno auto. E i migranti…”

Milano ha “un’immagine fortissima all’estero” tanto che il sindaco Giuseppe Sala si chiede “a volte se non sia persino un po’ esagerata”. In un’intervista alla Repubblica, il primo cittadino sottolinea le priorita’ del prossimo decennio per la citta’: “Urbanistica, mobilita’ e verde, insieme. Non sono contrario alle nuove costruzioni, anche perche’ abbiamo bisogno di case in affitto a prezzi piu’ bassi per i giovani, ma devono sorgere dove i sistemi di trasporto pubblico consentono di farlo senza sacrificare il verde, anzi aumentando i parchi”. Sala ricorda che “25 anni fa avevamo 70 macchine ogni 100 abitanti; oggi siamo a 51 e non e’ folle pensare di scendere a 40 nel 2030” e, aggiunge, “mi piacerebbe una Milano senza piu’ auto parcheggiate sui marciapiedi”. Sul tema delle periferie, Sala ammette che “il degrado non e’ vinto, ma non c’e’ solo la politica della paura, c’e’ anche quella dell’agire”. Sala ha parlato anche di un possibile “accerchiamento politico” rispetto al governo: “piu’ passa l’immagine della Milano pigliatutto, piu’ rischiamo di diventare antipatici. E fare da soli e’ difficile: vogliamo prolungare il metro’ verso Monza, ma se il governo non mette il 60-70% dei fondi e’ impossibile. Un po’ di accerchiamento c’e’, l’ho provato sulla mia pelle con le Olimpiadi. Puo’ creare tensione, ma a Milano si sta anche risvegliando l’orgoglio”. Quanto alla questione migranti, Milano ha il 19% di stranieri. “Mi sgolero’ per far capire che i problemi non si risolvono con lo slogan ‘Chiudiamo i porti’. Serve un piano nazionale per l’integrazione, noi restiamo una citta’ aperta”.