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Sala: “Milano, bilancio virtuoso: Roma ci conceda maggiori libertà”

Il sindaco Beppe Sala reclama maggiori libertà a Roma alla luce di un bilancio virtuoso. Intanto il Governo finanzia sei progetti di Città metropolitana

Sala: “Milano, bilancio virtuoso: Roma ci conceda maggiori libertà”
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Roma dà a Milano ma… non quanto toglie. Questa potrebbe essere la chiave di lettura per due novità di fine anno sull’asse tra la capitale ed il capoluogo lombardo. Il Governo ha infatti dato semaforo verde al «Piano periferie» presentato dalla Città Metropolitana, con 40 milioni di euro che saranno erogati per finanziare sei progetti proposti in autunno da circa 30 Comuni, partecipanti al bando da soli o associati con il coordinamento della ex Provincia, per la quale queste risorse sono ossigeno puro. “Con questo finanziamento si potrà fare molto per rendere il territorio della città metropolitana anccora più competitivo e attrattivo”, ha commentato la vicesindaca Arianna Censi. I progetti spaziano dal recupero di stabili alla riqualificazione degli spazi nei quartieri, dal rilancio di attività di aggrazione come cinema, centri sportivi, centri anziani, al potenziamento del trasporto pubblico. Con i Comuni a nord Milano a fare la parte del Leone con 12 milioni di euro.

SALA: “MILANO, CONTI VIRTUOSI: ROMA CI DIA PIU’ LIBERTA” – Se queste sono le note liete, altra aria si respira a Palazzo Marino, da dove il sindaco Beppe Sala ha manifestato l’intenzione di presentare una serie di richieste al Governo per rivendicare una maggiore libertà di azione alla luce del virtuosismo della posizione contabile di Milano: “Oggi – ha detto – non possiamo utilizzare per le spese correnti il ricavato delle dismissioni del nostro patrimonio immobiliare, non possiamo usare nemmeno le plusvalenze. Ci saranno più capitoli sui quali Milano vorrà confrontarsi con il Governo perché ci sono regole molto rigide che per una città come la nostra finiscono per essere penalizzanti”. Riferimenti alla possibilità di utilizzare le entrate straordinarie anche per la parte corrente del  Bilancio, ma anche alle modalità di calcolo degli accantonamenti al “Fondo credito di  esigibilità” e alla revisione dei meccanismi perequativi tra i vari Comuni. Alla fine del 2017, secondo i calcoli di Palazzo Marino, il Comune avrà ad ogni modo ridotto il proprio indebitamento, portandolo da 3,96 a 3,8 miliardi di euro. “Milano – ha ribadito il concetto Sala – diminuisce ogni anno il proprio debito. E lo fa in modo significativo anche se non beneficia di alcuna legge speciale. Si tratta, tra l’altro, di un debito che le agenzie di rating valutano come del tutto sostenibile. Solo le nostre società partecipate valgono circa 3 miliardi di euro”.