di Fabio Massa
Beppe Sala è così. Vive giorno dopo giorno, con in testa un obiettivo. Retaggio della sua vicenda personale, e della malattia, dicono. Vive a mille ogni istante e crede enormemente nella gerarchia dei poteri. Così, oggi sul Corriere, lascia trapelare la volontà di essere punto di riferimento non solo per Milano ma per l’intero Nord. Parola abbandonata dalla Lega, per certi versi, e che spaventa il Movimento 5 Stelle. Traccheggia, Sala. Parla con i più intelligenti del M5S, e con il governatore Attilio Fontana. Si vuole fare strada però come leader più territoriale che nazionale. Poi un domani, chissà. Vale la regola di cui sopra. “Sento un grande fermento al nord che per adesso è ancora solo un mugugno”, dice Sala a Maurizio Giannattasio del Corriere della Sera. “I Cinque Stelle sono visti con disincanto e c’è il rischio che la Lega prenda sempre più quota. Va bene capire le ragioni ma poi bisogna essere conseguenti”.
Sala abbozza anche una lista di priorità politiche per il Nord. “Quello che chiede il Nord è certezza sulle infrastrutture: sulla Tav, sul terzo valico, sul prolungamento della metropolitana da Milano a Monza. Vorrei diventare un punto di riferimento per il Nord. Lo sento come un dovere”. Parole forti, anche se il primo cittadino esclude, almeno per ora, ambizioni nazionali.
Poi c’è la vocazione ambientale. A Saronno, in un incontro organizzato da Gianfranco Librandi al teatro Giuditta Pasta, strapieno per l’occasione malgrado la serata uggiosa, e malgrado la stanchezza di un viaggio appena completato in Giappone, per le Olimpiadi, Beppe Sala ha ricavalcato un suo cavallo di battaglia: il cambiamento ambientale. “Ma vi rendete conto che ieri io giravo a Tokyo in maglioncino, e stiamo parlando della fine dell’autunno – ha detto, come può riferire Affari – Basterebbe questo per capire che qui c’è un problema grande come una casa e che non si può affrontare come fa Trump, che pure sarà bravo in altre cose ma non a negare che c’è una emergenza”. Applausi in sala per Sala. Che farà il bis e il tris in vari teatri lombardi per un “secondo tour” per la presentazione del suo libro. Non solo. In primavera Sala sarà negli Stati Uniti per una settimana, durante la quale incontrerà i nuovi eletti democratici. Insomma, sembra davvero che Sala sia pronto in un futuro non molto lontano a essere il leader dell’opposizione. E c’è chi – secondo quanto può riferire Affaritaliani.it – pensa che questo disegno di lungo periodo, in una serie di giorni vissuti uno per uno, a mille all’ora, abbia un ispiratore eccellente: il capo dello Stato. Non è un segreto infatti che, nella legge della gerarchia che Beppe Sala rispetta come un dogma, il Presidente della Repubblica sia l’azionista ultimo, il più alto riferimento. Un riferimento con il quale Sala si confronta spesso.
fabio.massa@affaritaliani.it

