di Fabio Massa
Lo voglio dire chiaro e tondo. Salvate il soldato Franco D’Alfonso. Lui, assessore al Commercio di Giuliano Pisapia, ideologo arancione, ogni volta che apre bocca succede qualcosa. Non sempre in positivo, beninteso (la cosa sui gelati è stata una solenne cazzata), ma all’uomo va dato atto che quel che pensa lo dice. Anzi, di più. Gli va dato atto che difende la linea. Giuliano Pisapia, in campagna elettorale, ha puntato non poco sulla legalità. Ricordate? Era il tempo nel quale si fece un gran can can sulla bat-casa di Moratti Junior e i milanesi premiarono la forza gentile che era anche forza di pulizia, forza di trasparenza. Da allora, il primo cittadino su questo è stato rigidissimo. Niente legami con chi ha condanne o con chi addirittura è indagato per cause gravi. Nel mondo dei manager si racconta di come più di una personalità sia stata “bruciata” proprio dall’aver ricevuto un avviso di garanzia nella corsa verso questo o quel cda pubblico. Può essere giusto oppure no, ma questo è quel che è successo. E allora, la domanda è semplice: che cosa ha detto di strano Franco D’Alfonso? Ha detto che l’amministrazione non tratta con gente condannata per evasione fiscale. E Dolce e Gabbana sono stati condannati. Punto. Le sentenze si rispettano, no? Ecco, no. Non in questo caso, pare. Perché immediatamente si alza il polverone: negozi chiusi, restituiamo l’Ambrogino. E ancora: apriti cielo, dimettete l’assessore, accantonatelo. Ma perché poi? Perché ha tenuto la linea, perché ha detto quanto è definito, chiaro, lapalissiano fin dal primo momento dell’amministrazione Pisapia? Tra l’altro lo ha detto proprio nel periodo nel quale Prada (che del mondo della moda fa parte eccome) rilancia alla grande in Galleria Vittorio Emanuele. In spazi comunali. Ma l’occasione è ghiotta per capire di che pasta è fatto Pisapia. Dimostrerà la sua tempra proprio nella gestione del caso D’Alfonso. Il quale, ancora una volta, quando apre bocca succede qualcosa. E per fortuna. Ci stavamo per abituare alle larghe intese morali.
@FabioAMassa
